Ospedale di Popoli, tagliata Rianimazione

Il sindaco Galli denuncia: «La struttura spogliata dei suoi reparti migliori»

    di Walter Teti  POPOLI. «Sulle sorti dell'ospedale di Popoli sembra ormai esserci un'unica volontà politica da parte del governo regionale e della direzione generale della Asl pescarese: penalizzare il nostro ospedale e con esso il nostro territorio». E' l'amara dichiarazione del sindaco Concezio Galli dopo aver visionato la nuova bozza dell'atto aziendale della Asl.  La bozza della Asl è uscita circa un mese fa, ma è stata reperita solo ieri dall'amministrazione popolese guidata dal sindaco Concezio Galli. Nella bozza, è stato cancellato il reparto di Rianimazione con il conseguente drastico ridimensionamento della Chirurgia.  «L'ospedale di Popoli vanto per l'intero Abruzzo», afferma il sindaco, «dal 2009 ad oggi è stato spogliato lentamente dei reparti per le acuzie con forti penalizzazioni, le più pesanti dell'intera provincia di Pescara. L'intero territorio dall'alta Val Pescara è stato cancellato dall'attuale politica sanitaria». Da parte degli amministratori popolesi c'è stato sempre il tentativo di arrivare a decisioni concordate, quanto meno discusse con le parti sociali e le organizzazioni sanitarie: un riscontro che è sempre macanto. «Avremmo voluto», riprende il primo cittadino, «che venissero ascoltate anche le nostre innumerevoli istanze rispetto a un tema come quello della sanità che non può essere svilito tenendo conto esclusivamente dei tagli ragionieristici. In campagna elettorale è stato promesso mo
    lto ma fatto ben poco, avremmo voluto che gli assessori regionali e provinciali avessero mosso l'impegno dovuto per la salvaguardia dei reparti del nosocomio popolese. Ancora una volta», torna a ripetere il sindaco, «chiediamo che vengano mantenuti i servizi e i reparti per le acuzie nel nostro ospedale a tutela del nostro territorio poiché la riabilitazione non potrà di certo colmare la perdita dei reparti che la politica regionale vuole attuare».  Nel dibattitto si inserisce anche il segretario provinciale del Pd Antonio Castricone: «Claudio D'Amario, Gianni Chiodi e Lanfranco Venturoni vogliono uccidere l'ospedale di Popoli», esordisce. «L'atto aziendale del direttore D'Amario è dettato da Venturoni e Chiodi. Il manager Claudio D'Amario ha deciso di lavorare con la scure sulle sorti del nosocomio popolese prevedendo la cancellazione di interi reparti che hanno fatto la storia di questa struttura e che ancora oggi erogano un servizio di alta qualità. Nella nuova programmazione, con la cancellazione del reparto di Rianimazione e con il drastico ridimensionamento dell'attività del reparto di Chirurgia dove non potrà più essere operata nessuna urgenza, neanche un'ernia o un appendicite, con la penalizzazione del pronto soccorso, del reparto di Radiologia e purtroppo altro ancora, è chiaro oggi quello che avevamo sempre denunciato: un accanimento contro Popoli a favore di logiche tutte sbilanciate verso altri interessi politici. La Val Pescara e la valle Peligna», osserva Castricone, «tenuto conto anche della situazione dell'ospedale di Sulmona, rischiano seriamente di essere privati di servizi essenziali per la sicurezza dei cittadini. Voglio ricordare al direttore D'Amario», conclude il segreatrio Pd, «che siede comodamente sulla poltrona di manager della Asl, che le sue decisioni, se non tornerà sui suoi passi, equivarranno a mettere le mani nelle tasche dei cittadini che dovranno affrontare costi, sacrifici e disagi».

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    31 gennaio 2012
     

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