di Laura Venuti
PESCARA. Sarà sentito oggi dai carabinieri lo psichiatra
Alessandro Meluzzi, consulente della famiglia di
Roberto Straccia. Cosa chiederanno i carabinieri a Meluzzi non si sa con certezza, ma è probabile che i militari del Nucleo investigativo, che si stanno occupando dall'inizio delle indagini sulla scomparsa dello studente marchigiano, vogliano capire meglio come abbia fatto il consulente della famiglia Straccia a sostenere in diverse interviste l'ipotesi che il ragazzo sia stato ucciso e se ha elementi nuovi che potrebbero in qualche modo essere utili per le indagini. Al momento il responso dell'autopsia effettuata sul corpo del giovane marchigiano sparito da Pescara il 14 dicembre e ritrovato cadavere sugli scogli di Bari il 7 gennaio ha escluso la morte violenta. E gli unici accertamenti che mancano sono quelli tossicologico e istologico. Il medico legale
Giancarlo Di Vella, incaricato dal pm, e il consulente della famiglia
Enrico Risso durante l'esame autoptico non hanno riscontrato alcun segno di violenza sul corpo. Sul cadavere di Roberto Straccia sono stati trovati tutti i segni compatibili con una morte per annegamento. Nelle scorse settimane, però, lo psichiatra Meluzzi aveva rilasciato diverse dichiarazioni in cui si diceva convinto del fatto che quello di Roberto fosse stato un omicidio. «Visti i primi risultati dell'autopsia», aveva detto, «è rimasta in piedi solo l'ipotesi della morte provocata da qualcuno». Meluzzi spiegava anche che ci sarebbe una nuova
testimonianza che «potrebbe essere molto significativa». L'ipotesi omicidio portata avanti da Meluzzi è stata già smentita dall'altro consulente della famiglia, Enrico Risso, che in un'intervista al Centro ha spiegato di non condividere questa tesi. «Non capisco e non condivido l'allarmismo di Meluzzi», aveva detto Risso, «visto che sul corpo non sono stati trovati segni di violenza». Il giorno dopo, poi, a sconfessare lo psichiatra è arrivata anche una nota congiunta di tutti i consulenti e dell'avvocato degli Straccia, che hanno precisato: «Allo stato non ci sono elementi investigativi che possano indirizzare verso l'ipotesi omicidio» e «non si è a conoscenza di nessun elemento o testimonianza rilevante che non sia già conosciuta dagli inquirenti». Inquirenti che però adesso vogliono vederci chiaro e capire perchè Meluzzi abbia rilasciato quelle dichiarazioni e se davvero abbia elementi che possono essere utili come ha dichiarato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
31 gennaio 2012
Altri contenuti
- Sulle persone citate
-
- Sugli stessi luoghi
-