di Antonio De Frenza
PESCARA. Il consiglio regionale fa il tagliando. La convocazione odierna dei presidenti delle sei commissioni permanenti e delle due speciali dal parte del presidente
Nazario Pagano non è proprio di routine. Pagano, terminata la sessione di bilancio, vuole rimettere in carreggiata la macchina legislativa, imballata dai veti incrociati (vedi il numero di leggi che dall'aula tornano in commissione), o dalle priorità che impone la giunta regionale.
Spiega Pagano: «Parleremo dello stato dell'arte, dei progetti di legge pendenti, dei progetti di riforma più urgenti, ma anche delle regole che riguardano i comportamenti dei consiglieri. Si sa che c'è stato qualche incidente procedurale, per esempio nella presentazione degli emendamenti intrusi, ma la mia intenzione è anche quella di ridare centralità al Consiglio. Perché si rischia di parlare di politica ovunque tranne che nelle sedi opportune. I consiglieri regionali sono stati eletti dagli abruzzesi e devono lavorare lì in Consiglio».
Per Pagano le priorità sono la legge elettorale, la riforma dei trasporti, la legge quadro sull'industria.
Sulla legge elettorale, il presidente della commissione
Lorenzo Sospiri è ottimista: «La discussione generale è terminata, abbiamo definito un ampio accordo, mercoledì prossimo andremo alla votazione dei singoli articoli». L'impianto è basato su quattro collegi provinciali, premio di maggioranza e abolizione del listino. Resta inascolata la richiesta di alcune associazioni d'impresa (Confindustria, Cna) di un co
llegio unico regionale per evitare la frammentazione della
rappresentanza, ossia la vecchia politica del campanile. «La
proposta di legge andrà così com'è in aula, lì si vedrà», precisa
il consigliere Pdl.
Tra le priorità non ci sarà spazio per la nuova legge urbanistica,
andata per due volte in aula e per due volte rimandata in
commissione. Il presidente della commissione competente
Luca Ricciuti nutre qualche pessimismo («forse a
marzo, vedremo»), ma pensa che sia necessaria una buona legge «che
riduca il consumo di suolo, che incentivi i recuperi edilizi che
sono il futuro. Noi abbiamo immobili per 2 milioni e 300 mila
persone, non ce ne servono di più. Potremmo recuperare i borghi con
leggi che agevolino queste formule. Per il resto», conclude
Ricciuti, siamo la commissione che ha lavorato di più, è chiaro che
il problema è l'aula».
Che il problema non sia nelle commissioni lo sostiene anche un
consigliere d'opposizione come
Franco Caramanico
(Sel): «Le commissioni fanno il loro dovere. Il problema è che non
arrivano i provvedimenti, non c'è attività a monte. C'è uno
scollamento pesante tra giunta e consiglio. Basta guardare tutte le
leggi di bilancio. C'è un provvedimento strategico come il
Documento di programmazione economico-finanziario che dovrebbe
arrivare in Consiglio entro settembre ma che viene regolarmente
presentato tre ore prima del bilancio, stravolgendo tutte le
procedure. Ci sono provvedimenti che non vengono varati non per
mancanza di funzionamento delle commissioni, ma perché ci sono
problemi politici. Per esempio la legge urbanistica è diventata una
barzelletta. A inizio legislatura è stata ripresa la legge che
avevo presentato come assessore, è stata riapprovata dalla giunta,
ma poi è rimasta lì perché la maggioranza non trova la quadra. C'è
un altro provvedimento firmato dall'assessore
Castiglione che aumentava leggermente i canoni per
le cave, poco ma era un segnale. Ebbene non se ne è saputo più
nulla».
Quanto alla centralità persa dal Consiglio, la causa, secondo
Caramanico «è che il Consiglio non discute più di sanità. Per
questo chiederò un consiglio straordinario per discutere del
commissariamento. La Finanziaria ci dà la possibilità di chiuderlo,
non capisco l'ostinazione di Chiodi nel mantenere il controllo di
questo settore. Sulla sanità ci giochiamo la partita più
importante». E forse qui potrà trovare un alleato proprio in
Pagano: «Dobbiamo uscire al più presto dal commissariamento»,
ammette il presidente.
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31 gennaio 2012