Costantini: "La sua non è una gestione lineare"
D'Alessandro: "Chiodi punta sull'amicocrazia"

La politica si interroga sulla conferma di Claudio D'Amario a manager della Asl di Pescara

    di Loris Zamparelli PESCARA. Verrà deciso con ogni probabilità oggi il futuro del direttore generale della Asl di Pescara, Claudio D'Amario. Il manager di Francavilla ha il contratto in scadenza, infatti il suo mandato terminerà il prossimo 21 febbraio.

    La giunta regionale guidata dal presidente Gianni Chiodi, nella riunione di questa mattina a Pescara parlerà anche di D'Amario: dovrà decidere se riconfermarlo ancora dopo i primi tre anni oppure no. Secondo alcuni la posizione del direttore generale è blindata con la certezza di un nuovo incarico, come nel caso di Lorenzo Sospiri, che lo riconfermerebbe cinque volte, e del vicecapogruppo in consiglio regionale Ricardo Chiavaroli; per altri sarebbe invece in corso una discussione interna al Pdl sull'opportunità di riaffidare la gestione della Asl all'attuale manager per un periodo di tempo che potrebbe andare dai tre ai cinque anni.

    Tra i motivi di discussione le numerose perplessità sulla gestione delle risorse finanziarie, le nomine dei primari e le polemiche, come quella sulla nomina a vice primario del cognato dell'ex assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni. In effetti, tra gli esponenti della politica regionale, erano presenti solo Alfredo Castiglione, vicepresidente della giunta, Nicoletta Verì, presidente della commissione Sanità e il consigliere Alessandra Petri.

    Per Camillo D'Alessandro, capogruppo Pd, «il problema è che la giunta Chi
    odi più che sulla meritocrazia punta sull'amicocrazia, nonostante che la riconferma dovrebbe essere una questione tecnica».

    «Non è stata una gestione lineare e serena», dice Carlo Costantini dell'Idv, «per una serie di episodi che hanno lasciato a desiderare, tra questi la mancanza di trasparenza. È inaccettabile l'opposizione all'accesso agli atti».

    Convinto della riconferma è Fausto Di Nisio dell'Idv: «Chiodi farà questa scelta, ma forse D'Amario è la persona meno adeguata. Si è sempre professato lontano dalla politica ma i fatti mostrano il contrario. I risultati che dice di aver ottenuto, non sono veritieri. Il livello dei servizi non è migliorato».

    L'obiettivo del piano di D'Amario è quello di ottenere un numero maggiore di investimenti per poter assumere una cinquantina di unità tra medici e dirigenti e acquisire maggiori spazi fisici riorganizzando vecchio e nuovo ospedale. Secondo il direttore generale, in questo modo si potrebbero recuperare dai 50 ai 60 milioni di euro dalla mobilità passiva.

    Nel frattempo ieri mattina al teatro Massimo, i direttori dei dipartimenti, i primari e i medici, hanno incontrato la cittadinanza in una iniziativa denominata «L'ospedale incontra la città» e promossa da varie associazioni, tra queste Adricesta Onlus, Fidas, Smici, Ail, Lilt, Agbe e Ail. Sono stati esposti i numeri e le attività dell'azienda sanitaria pescarese, con i tredici direttori dei dipartimenti che hanno evidenziato le eccellenze dei propri settori, non nascondendo però i punti di criticità. Il comune denominatore sono la carenza di personale, di sale operatorie e le lunghe liste d'attesa in alcuni reparti ospedalieri. Tra i punti di forza troviamo alcuni reparti, come quello di Ematologia.

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    30 gennaio 2012
     

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