Via Misticoni, opere rimaste a metà

La società è inadempiente, il Comune chiede il pignoramento del palazzo

    di Loris Zamparelli  PESCARA. Cinquecentoventisei metri quadrati di parcheggi, quasi undicimila metri quadrati di corridoio verde e viabilità e la realizzazione delle reti tecnologiche ovvero rete fognante divisa in acque nere e bianche, rete idropotabile, elettrica e gas, telefonica e pubblica illuminazione.  Sono queste le opere di utilità pubblica previste dalla convenzione firmata dal Comune di Pescara e la società Gestimmobili che sarebbero dovute nascere in via Misticoni dopo la firma dell'accordo di programma dell'allora giunta del sindaco D'Alfonso nel 2008. Sono ormai passati quasi quattro anni, ma di quelle infrastrutture non si vede nemmeno l'ombra, con via Misticoni che resta una strada abbandonata a se stessa. Infatti, dei 679 mila euro totali di opere da realizzare, solo 250mila euro sono quelli effettivamente spesi, con una differenza di 429mila euro. A essere realizzati sono stati solo la rete fognaria e i marciapiedi di via degli Equi e via Seneca. Invece un collettore fognario in via Misticoni e una vasca per l'alloggiamento delle pompe idrauliche, ricompreso nell'accordo di programma, è un'opera già realizzata prima della firma. A riportare la vicenda d'attualità è stata un'interrogazione del consigliere Pd Antonio Blasioli. Dopo la riunione congiunta di ieri delle commissioni Lavori pubblici, presieduta da Armando Foschi e Gestione del territorio presieduta da Marco Mambella, sono emerse tutte le gravi problematiche che riguardano questo accordo di programma, che come epilogo potrebbe avere l
    a risoluzione del contratto e la richiesta di pignoramento e sequestro conservativo della palazzina di dieci piani edificata dalla Gestimmobili.  Come detto dall'ingegner Amedeo D'Aurelio, direttore dell'Ufficio tecnico comunale, esistono gravi inadempienze da parte della Gestimmobili: prima di tutto la polizza fideussoria a garanzia dell'ente non sussiste più dopo il fallimento della Mediafin; la Gestimmobili è stata convocata ben quattro volte al sopralluogo per la verifica dei lavori eseguiti (l'ultimo dei quali l'altro ieri), senza esito. In due casi aveva delegato altrettante società, non in regola però; una parte dell'edificio costruito te risultano, per 150mila euro, proprietà dello Stato in quanto demaniali. Non a caso l'ultimo permesso per costruire venne rilasciato sia a nome della Gestimmobili che dell'agenzia del demanio, proprietaria dei fossi Bardet.  In sostanza prima della firma dell'accordo di programma, la Gestimmobili avrebbe dovuto acquisire quell'area demaniale, cosa che sta provando a fare negli ultimi mesi con la cosiddetta sdemanializzazione che è ancora in corso.

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    28 gennaio 2012
     

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