di (cr.re.)
PESCARA. «Prima della conclusione del mio mandato, sarà l'unico presidente di Regione italiano che avrà abbassato le tasse». Lo ha detto Gianni Chiodi, ieri a Pescara, nel corso di una conferenza stampa indetta per fare un bilancio sull'attività svolta nel 2011. Il presidente della Regione ha fatto un bilancio largamente positivo dell'attività svolta dalla sua giunta.
Ricostruzione dell'Aquila e sanità - le materie in cui
Chiodi ha i poteri di commissario straordinario - sono state al centro dell'incontro.
«Il rischio che L'Aquila sia una Pompei moderna non esiste», ha detto il governatore, «ma bisogna capire quali saranno i tempi. Ci si potranno mettere 10, 15, 20 anni, a seconda di quanto saranno bravi soprattutto i comuni, ma sul fatto che si ricostruirà non c'è ombra di dubbio. Qualcuno ha fatto credere agli aquilani che la ricostruzione sarebbe avvenuta in tempi brevi, invece ci vorrà molto tempo. Quello che manca all'Aquila è la serenità. Per ricostruire ci vogliono coloro che diffondono e alimentano speranze. Siamo di fronte a normative non più emergenziali. Gli appalti richiedono tempi lunghi».
Citando i dati relativi all'assistenza alla popolazione, Chiodi ha detto che «ad oggi le persone che usufruiscono di autonoma sistemazione sono 11.777, quindi il 57,6% in meno rispetto al febbraio del 2010».
La sanità. «Il ministero dell'Economia, il 20 luglio del 2010», ha detto il governatore, «ha dichiarato il pareggio di bilancio in materia di sanità, per la prima volta
nella storia dell'Abruzzo. Siamo riusciti a non operare nessun
taglio alla spesa sanitaria, che nel 2008 era di 2 miliardi 181
milioni di euro e nel 2010 rimasta pressoché invariata. Dove sono i
tagli che Chiodi, il "tagliatore folle", avrebbe fatto sulla spesa?
Chiedo di conoscere quali sarebbero questi tagli».
«L'Abruzzo ha ridotto il suo indebitamento del 14% circa, cioè di
800 milioni di euro in meno», ha detto ancora Chiodi. «I nostri
giovani hanno ora un carico di cambiali da pagare in futuro molto
inferiore rispetto a quello che avevano qualche anno fa. «Di fronte
ad una situazione gravosa, la Regione si è trovata a dover fare
un'azione di risanamento: oltre alla riduzione del debito, non
siamo più la Regione con la tassazione più elevata, mentre il
bilancio della sanità ha raggiunto, per la prima volta,
l'equilibrio nel 2010 e per la seconda nel 2011. Il debito residuo
è diminuito del 7,4%. Non esiste regione italiana che abbia
diminuito il debito quanto noi. Purtroppo, però, continuiamo a
pagare una serie di cambiali del passato».
Infine, sempre a proposito di riduzioni della spesa, Chiodi ha
parlato dei tagli al suo stipendio. «Io prendo 8.450 euro al mese e
sono uno dei presidenti di regione che guadagna meno. Il presidente
della Puglia,
Nichi Vendola, che è di sinistra,
prende quasi il doppio di me».
Il bilancio positivo dell'attività della giunta regionale, fatto
da Chiodi, non è condiviso dal segretario regionale del Pd, che ha
contestato soprattutto l'attendibilità della promessa di riduzione
delle tasse. «Chiodi», ha detto
Silvio Paolucci,
«dimostra di non aver imparato nulla dalla cocente sconfitta alle
amministrative ed ai rilevamenti sulla scarsa popolarità di cui
gode. Gli abruzzesi lo bocciano ogni volta che possono proprio
perché stanchi dei suoi continui annunci che si trasformano in un
nulla di fatto. Oggi ne ha fatto un altro: non sarà neppure
l'ultimo».
Secondo Paloucci, «Chiodi continua a vivere nel suo mondo di
promesse, annunci, economia in crescita e piena occupazione, ma gli
abruzzesi sono già più avanti di lui e lo stanno, passo dopo passo,
consegnando al passato».
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28 gennaio 2012