Straccia è morto subito dopo la scomparsa

Autopsia e testimonainze raccolte dicono che il decesso è avvenuto tra le 16 e le 16.30

    di Laura Venuti PESCARA. Roberto Straccia è morto il giorno della sua scomparsa, tra le 16 e le 16.30. A dirlo è l'incrocio effettuato dagli investigatori tra il risultato dell'autopsia effettuata sul corpo del ragazzo e le testimonianze dei coinquilini dello studente. Perchè il medico legale ha accertato che la digestione di Roberto si è bloccata 4 ore dopo l'ultimo pasto. E i coinquilini hanno spiegato che il ragazzo nel giorno della scomparsa aveva mangiato tra le 12 e le 12.30.

    I tre coinquilini dello studente marchigiano scomparso da Pescara e ritrovato cadavere sugli scogli di Bari sono stati sentiti nei giorni scorsi dai carabinieri del Nucleo investigativo di Pescara guidati dal colonnello Giovanni Di Niso e coordinati dal capitano Eugenio Nicola Stangarone, che stanno conducendo le indagini sulla morte del giovane.

    Roberto Straccia, 24 anni, è scomparso da Pescara il 14 dicembre. Il ragazzo, che si era trasferito a Pescara da Moresco per frequentare la facoltà di Lingue, è uscito dalla casa che divideva con altre tre persone invia Teofilo D'Annunzio intorno alle 14.30. Ha detto agli amici che andava a correre. Le telecamere del lungomare sud lo hanno ripreso circa dieci minuti dopo mentre faceva jogging.

    Da quel momento in poi di Roberto non si sono più avute notizie fino al 7 gennaio, quando il mare ha restituito il suo corpo, ritrovato da un passante la mattina del 7 gennaio sugli scogli di Bari.

    Dal giorno della scomparsa di Roberto a Pescara è stata aperta un'inchiesta, seguita dal pm Giuseppe Bellelli, che come atto dovuto ha ipotizzato
    il sequestro di persona. Quando il corpo è stato poi ritrovato in Puglia anche il pm Baldo Pisani della procura di Bari ha aperto un'inchiesta per istigazione al suicidio. La mossa è stata necessaria da un punto di vista procedurale, anche perché persino il riconoscimento ufficiale del corpo è stato difficoltoso e solo l'esame del Dna, eseguito durante l'autopsia, ha dato certezze.

    Al momento, come ha spiegato mercoledì il comandante provinciale dei carabinieri Marcello Galanzi, le uniche due ipotesi che restano aperte sulla scomparsa del giovane sono quella di un incidente che ha provocato la caduta in mare del ragazzo o di un gesto volontario.

    Questo perchè durante l'autopsia eseguita sul corpo di Straccia al Policlinico di Bari il medico legale Giancarlo Di Vella non ha trovato alcun segno di violenza sul cadavere, come confermato anche da uno dei consulenti nominati dalla famiglia Straccia, il medico legale Enrico Risso.

    Dall'autopsia è anche emerso un nuovo particolare. Cioè che nello stomaco di Roberto c'erano ancora i resti del suo ultimo pasto, digeriti quasi completamente. Sulla base di questo elemento il medico legale ha ipotizzato che il ragazzo abbia mangiato al massimo 4 ore prima di finire in acqua e poi morire annegato.

    I coinquilini di Roberto, sentiti dai carabinieri, hanno spiegato che nel giorno della sua scomparsa il ragazzo aveva mangiato un panino al prosciutto. Dall'incrocio di queste testimonianze con i riscontri del medico legale gli investigatori sono arrivati a ipotizzare che Roberto sia morto non oltre le 16-16.30 del giorno della sua scomparsa. A questo punto per chiarire definitivamente cosa sia successo al giovane studente mancano soltanto i risultati degli esami istologici e tossicologici effettuati sui tessuti prelevati durante l'esame autoptico. Ma per averli serviranno ancora settimane.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    27 gennaio 2012
     

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