di Laura Venuti
PESCARA. Ci sono i sudamericani che arrivano con i chili di cocaina in valigia, una banda pronta a comprarla e la casa di una prostituta. Ma questo non è Romanzo criminale. E stavolta i carabinieri sono arrivati prima. Nella casa di via Ciglia controllata martedì pomeriggio i militari della compagnia di Pescara hanno trovato due chili di droga pura appena arrivata dal Sudamerica, pronta per essere tagliata e spacciata sulla piazza cittadina. Un chilo e mezzo era in grani, il resto era cocaina liquida, nascosta in sette preservativi. La sceneggiata messa in piedi dalle quattro persone che c'erano nell'appartamento non è servita a niente. Neanche il tentativo di buttare la cocaina dalla finestra è riuscito. La droga era in una casa presa in affitto tempo fa da una donna dominicana di 34 anni,
Mary Leida Ramirez De Lisandro, conosciuta come prostituta e già arrestata anni fa nel Pescarese per una storia di droga, come hanno spiegato ieri in una conferenza stampa il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello
Marcello Galanzi e il comandante del nucleo Operativo e radiomobile, il tenente
Salvatore Invidia. Nell'appartamento c'erano anche altri tre sudamericani, tutti arrestati insieme alla Ramirez per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Sono due dominicani e un venezuelano:
Wilson Lencio Bergal, 37 anni,
Yanet Valdez Javier, 32 anni e il venezuelano
Israel Jose Rubio Rivero, 31 anni. Proprio il venezuelano secondo i militari potrebbe essere s
tato il corriere che ha fatto arrivare la droga fin qui. L'uomo infatti è arrivato in Italia il 19 gennaio da Caracas, come dimostrano i biglietti aerei che i militari gli hanno trovato addosso nel corso della perquisizione. Subito dopo il blitz a Porta Nuova i militari hanno controllato anche una seconda casa al confine tra Pescara e Francavilla al Mare, ma senza trovare nulla. Di droga, comunque, ce n'era già abbastanza nella casa di via Ciglia. Il valore totale della cocaina sequestrata una volta tagliata avrebbe potuto superare i 150 mila euro. La cocaina in grani, che sembra purissima anche se una risposta definitiva arriverà solo dalle analisi, vale circa 40 mila euro al chilo. Quella liquida, invece, una volta trattata per farla diventare solida e tagliata può addirittura quadruplicare il suo peso. In soldoni i quattro si sarebbero potuti ritrovare con tre chili e mezzo di droga. I quattro, probabilmente, erano già pronti a fare almeno un primo taglio degli stupefacenti. Nell'appartamento di via Ciglia, infatti, i militari della compagnia di Pescara hanno trovato due bilancini di precisione, vario materiale che serviva per confezionare le dosi e vari anabolizzanti che potevano essere utili per il taglio. Adesso resta da capire che intenzioni avessero i quattro con la droga. Se cioè volessero spacciarla in proprio, ipotesi meno credibile se non altro per il grosso quantitativo, oppure se, più probabilmente, avessero già canali di spaccio locali da rifornire. Un punto su cui i carabinieri stanno già indagando. Resta anche da accertare se davvero la cocaina sia arrivata dal sudamerica con Rubio, da quale zona provenga e quali siano stati i canali di approvvigionamento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
26 gennaio 2012
Altri contenuti
- Sulle persone citate
-
- Sugli stessi luoghi
-