di Ylenia Gifuni
PESCARA. Le difficoltà finanziarie di Telecom Italia spingono l'azienda a rinunciare al progetto Pescara, chiudendo l'ufficio di via Milano e declassando i quindici dipendenti. Non sono bastati i premi di produzione e i riconoscimenti ottenuti a livello nazionale. I lavoratori del settore Cmt (Credit management territoriale), quello che si occupa di credito operativo e sofferenza, saranno trasferiti al call center 187 che si trova nella vecchia sede Sip di via Bardet, già in esubero di personale. Il gruppo presieduto da
Franco Bernabè ha deciso di fare a meno dei servizi gestiti dall'ufficio di Pescara. Per i 15 lavoratori, tutti inquadrati con contratti a tempo indeterminato, è scattato il passaggio dal settore business a quello consumer. Una dequalificazione avvertita dai dipendenti come «l'anticamera della cassa integrazione e del licenziamento» e che rappresenta il simbolo della crisi. L'annuncio dell'imminente chiusura dell'ufficio di via Milano è stato dato ai lavoratori nel novembre scorso, durante un incontro tra la proprietà e i sindacati. La trattativa condotta successivamente dall'Ugl ha portato, nei mesi successivi, a un raffreddamento delle posizioni e a una proroga dei trasferimenti. Adesso, però, le scadenze sembrano imminenti e il futuro occupazionale di 15 persone è sempre più un punto interrogativo.
Daniela Tangherlini, vice segretario regionale Ugl, e
Antonietta Tansella del direttivo Ugl telecomunicazioni, hanno sensibilizzato il consiglie
re comunale di Futuro e libertà
Massimiliano Pignoli , che si è fatto portavoce della battaglia contro il declassamento con un ordine del giorno in consiglio e la richiesta di una riunione con il prefetto
Vincenzo D'Antuono. «È l'ennesima tegola per il settore lavoro», tuona Pignoli, che annuncia di «alzare le barricate in difesa dei dipendenti Telecom Italia». «Cmt è presente in tutta la Penisola», spiegano Tangherlini e Tansella, «ma solo noi abbiamo ricevuto risultati tali da meritarci premi e riconoscimenti. Vorremmo sapere i motivi per i quali Telecom Italia ha deciso di fare a meno di Pescara. Ma un incontro con la proprietà ci è stato negato». I 15 dipendenti dell'ufficio di via Milano al momento subiscono una detrazione del 3 per cento dallo stipendio. Una volta spostati al call center 187 non solo dovranno cambiare mansioni, ma potrebbero andare incontro a una serie di difficoltà. Gli inquadrati, infatti, sono una cinquantina: un numero elevato visto che, voci sempre più insistenti, parlano di una cessione del ramo d'azienda che comporterebbe una ristrutturazione dell'intero settore.
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26 gennaio 2012
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