PESCARA. La discarica di Colle Cese a Spoltore è ormai piena, e il problema sembra rotolare ad una certa velocità verso Chieti che potrebbe ospitare nel sito di contrada Casoni, il pattume del Pescarese. Ieri però, tutti i partiti di centrosinistra al Comune di Chieti, hanno firmato un un ordine del giorno, da discutere nel primo consiglio comunale utile, che invita il sindaco e la giunta ad opporsi con fermezza all'eventuale ampliamento o alla rimodulazione della discarica di Casoni, come paventato dalla Regione. A presentare l'ordine del giorno è stato
Alessandro Marzoli del Pd, ma l'iniziativa segue la denuncia fatta da
Giampiero Riccardo. Il coordinatore regionale dell'Idv ha reso noto gli esiti di una riunione che si è tenuta in Regione lo scorso 19 dicembre. Si è parlato della saturazione ormai imminente della discarica di Colle Cese che verrà chiusa a fine febbraio. Dal 1º marzo, i rifiuti di Pescara e provincia rischiano di rimanere per strada. Per questo la Regione ha indicato nella discarica di Chieti la soluzione per scongiurare un'emergenza rifiuti nel Pescarese. Scelta condizionata all'ampliamento o alla rimodulazione della discarica di Casoni, che consentirebbe al sito di estendere la sua capacità di 90mila metri cubi a fronte degli 80mila a disposizione. Una sorta di raddoppio degli spazi della discarica teatina che in ogni caso raggiungerebbe la saturazione nel giro di un anno e mezzo, contro gli attuali otto anni ipotizzati con la sola spazzatura conferita at
tualmente dai Comuni del Chietino e, in parte, del Teramano. Esattamente ciò che è successo alla discarica di Colle Cese, che dal 2006, anno in cui crollò la discarica teramana La Torre, ha accolto tutti i rifiuti del Teramano. «L'intesa», come ha ribadito l'assessore all'Ambiente del Comune di Pescara
Isabella Del Trecco, «prevedeva che poi sarebbe stata la provincia di Teramo ad accogliere i nostri rifiuti, ma così non è stato». La discarica sarebbe pronta. Si tratta della Irgine, a Notaresco, ma il sindaco
Walter Catarra, che è anche presidente della Provincia di Teramo, ha fatto ricorso al Tar per non aprirla. Preferisce quella di Grasciano, una vicina frazione, che sarà pronta tra più di un anno. Per Pescara, una beffa. Ed ora arriva l'opposizione teatina. «Non vogliamo che Chieti diventi la pattumiera d'Abruzzo», afferma Marzoli, «e chiediamo all'amministrazione di opporsi con tutte le proprie forze all'ampliamento della discarica e all'arrivo in città dei rifiuti di Pescara». Un'ipotesi che ha fatto tornare sul piede di guerra anche il comitato civico Il Bivio e i residenti di contrada Casoni, già costretti a convivere con gli odori emessi dall'impianto di trattamento dei rifiuti.
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25 gennaio 2012
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