di Pietro Lambertini
Un agente della Mobile ieri con il sostituto commissario Pavone
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PESCARA. Carte sparite da un faldone. L'ennesimo capitolo dell'inchiesta Caligola riserva un giallo ambientato nel Comune di Pescara: non si trovano più due delle tre offerte presentate alla gara d'appalto per il Prg del porto, vinta nel 2008 dall'Ecosfera di Roma, il gigante delle consulenze al centro dell'indagine sfociata lunedì scorso in sette arresti. Per la squadra mobile, esiste un legame di corruzione che tiene insieme l'ex sindaco Pd di Pescara
Luciano D'Alfonso, l'incarico all'Ecosfera e due consulenze da quasi 50 mila euro offerte dall'Ecosfera a
Massimo Luciani, l'assessore Pd della prima giunta D'Alfonso. Secondo gli inquirenti, D'Alfonso ha fatto ottenere a Luciani, suo ex assessore alle Politiche comunitarie, due contratti con l'Ecosfera per 46.400 euro, più Iva, in 16 mesi: è per questo che D'Alfonso risulta indagato per corruzione.
E, da ieri, i sospetti degli investigatori che indagano sull'intreccio di appalti pagati con i fondi dell'Europa e tangenti sono ancora più corposi: gli agenti della polizia sono arrivati in municipio alle 9,25 per acquisire gli atti della commessa vinta tre anni fa dall'Ecosfera degli arrestati
Duilio Gruttadauria, 61 anni di Caltanissetta ma domiciliato a Carsoli, e della moglie
Anna Teodoro, 59 anni. Una passeggiata di cento passi dalla questura di via Pesaro fino al secondo piano del Comune, piazza Italia, sede dei Lavori pubblici: ma la visita in municipio non è stata una toccata e fuga limitata a prendere fotocopie e si è trasformat
a in una perquisizione durata più di quattro ore. Perché?
CARTE SCOMPARSE. «Ci dispiace, ma non riusciamo proprio a
trovare tutti i documenti». Questo si sono sentiti dire il
sostituto commissario della squadra mobile
Giancarlo
Pavone e un suo collaboratore dai dipendenti del Comune:
delle tre offerte presentate «per la redazione degli aspetti
socio-economici del Prg portuale», l'unica saltata fuori dalla
perquisizione è quella di Ecosfera. Non c'è traccia delle altre due
citate nei verbali della commissione che si era riunita quattro
volte prima di decretare il vincitore.
INDAGINE. Non aver trovato le buste con le offerte dei
concorrenti di Ecosfera innesca, adesso, altre indagini della
polizia per rispondere a queste domande: sono state davvero tre le
società a concorrere per l'appalto del Prg portuale oppure è
arrivata soltanto l'offerta dell'Ecosfera? Se le offerte sono state
tre, allora, chi ha tolto i documenti mancanti dal fascicolo e
perché l'ha fatto? Ora la Mobile aspetta una relazione dal
dirigente del Comune
Pierpaolo Pescara.
BANDO. Intanto, per provare a rispondere agli
interrogativi, la polizia torna indietro a tre anni fa: cosa ha
fatto Ecosfera per conto del Comune? Secondo il bando, si è
trattato di «un'analisi di posizionamento strategico dell assetto
infrastrutturale. Tale azione ha il fine di supportare i decisori
nel disegno di sviluppo dello scalo in una chiave di coerenza
rispetto: alla realtà attuale e prospettica dei traffici marittimi
in area adriatica per come definiti da fonti statistiche; alle
problematiche connesse alla correlazione urbana dello scalo in
un'ottica di espansione; alla complementarità funzionale».
ZERO OFFERTE. La ricostruzione prosegue: alla prima
scadenza della gara d'appalto nessuna società ha risposto alla
chiamata del Comune. Così, il 2 febbraio 2008 l'amministrazione
D'Alfonso è stata costretta a riaprire i termini per «l'affidamento
dei servizi tecnici relativi all'aspetto socio-economico e
all'aspetto di geotecnica poiché per i medesimi aspetti non sono
pervenute offerte», così dice la determina 131/2008. Alla scadenza
bis, fissata al successivo 5 marzo, ha partecipato anche
l'Ecosfera. Poi, la determina 282 del 28 marzo ha «affidato
definitivamente il servizio tecnico per la redazione del Prg
portuale relativamente agli aspetti socio-economici alla Ecosfera
spa di Roma per l'importo di 51 mila euro, Iva al 20 per cento
compresa»: il documento amministrativo non parla di quante offerte
erano arrivate in Comune. La determina precisa soltanto che «i
rapporti tra l'ente e la società saranno regolati dalle convenzioni
di incarico». E infatti, il contratto tra Comune ed Ecosfera è del
primo agosto 2008 quando D'Alfonso era già stato rieletto sindaco
da tre mesi, Luciani era rimasto fuori dalla seconda giunta
D'Alfonso e anche un tentativo dell'ex sindaco di assumerlo in
Comune, risalente al 29 maggio 2008, era naufragato a causa delle
proteste politiche.
È in questo contesto, che D'Alfonso ha contattato l'arrestato
Lamberto Quarta, all'epoca segretario della giunta
regionale Del Turco: il colloquio è avvenuto ai primi di giugno,
prima dell'arresto di Quarta per l'inchiesta sulla Sanità (14
luglio 2008). Ed è stato Quarta a tirare in mezzo D'Alfonso: lo ha
fatto in un colloquio del 23 dicembre 2010 con un'altra persona.
«D'Alfonso è uno che dà le fregature», questa la frase, «quante ne
ha date di fregature, ma io presi un impegno con lui per il suo
tirapiedi, Luciani, quando proprio Luciani rimase fuori da tutto.
Lui venne da me: "Sai io c'ho un impegno con Massimo". È un bravo
ragazzo Luciani, mi sta pure simpatico». Consulenze finte per
mascherare tangenti, è questa l'ipotesi degli investigatori che si
regge su un'altra frase di Quarta: «Massimo veniva solo a prendere,
a produrre non ha prodotto un cazzo».
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25 gennaio 2012