di Loris Zamparelli
PESCARA. Alcuni degli incarichi di alta specializzazione del Comune, affidati dalla giunta Mascia a diversi professionisti, sarebbero illegali perché in contrasto con il decreto legislativo 165 del 2001. A denunciare questa situazione sono i consiglieri
Enzo Del Vecchio del Pd e
Fausto Di Nisio dell'Idv, che, con un'interrogazione urgente presentata in consiglio comunale, chiedono al primo cittadino di trasmettere tutti gli atti relativi all'affidamento degli incarichi esterni agli organi giurisdizionali competenti per l'accertamento di eventuali abusi e a quelli contabili per l'accertamento del possibile danno patrimoniale procurato all'ente comunale. In caso di diniego, chiedono di venire a conoscenza delle motivazioni e delle disposizioni legislative e regolamentari che hanno consentito gli affidamenti distinti per singola professionalità. Secondo loro Mascia ieri denunciava e oggi conferisce incarichi. Gli incarichi contestati dai due consiglieri di opposizione sono in totale sette: quello all'avvocato
Giuliano Grossi, alla società Lidea, all'architetto
Michele Lepore, all'architetto
Salvatore Colletti, alla cooperativa Geoal,
Giordano Bruno Guerri e a
Silvano Console. La legislazione di riferimento è il comma 6 dell'articolo 7 del decreto legislativo 165/2001 che regola le norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e che offre la possibilità, per gli enti di conferire incarichi esterni per esigenze alle qua
li non possano far fronte con personale in servizio, disciplinando e rendendo pubbliche però le procedure comparative per l'attribuzione degli incarichi stessi. Nel marzo del 2008 una circolare della presidenza del Consiglio dei ministri evidenziava e riconfermava questo aspetto. Due mesi più tardi, il Comune adeguava il proprio regolamento con questa formula: ai fini della individuazione il sindaco dovrà operare valutazioni comparative basate sull'apprezzamento di curricula professionali. Per quanto riguarda l'avvocato Grossi, la società Lidea di
Emanuela Frentano e l'architetto Lepore viene contestato il fatto che non sia stata espletata alcuna procedura di evidenza pubblica per l'individuazione degli incarichi. A ottobre 2009 un atto di giunta modifica l'articolo 36 del regolamento dei servizi, nel senso di non prevedere più la procedura di evidenza pubblica, ma secondo Del Vecchio e Di Nisio, in violazione del decreto legislativo 165/2001. Nello specifico i due consiglieri contestano anche Lepore quando afferma di aver svolto a titolo gratuito l'incarico, «cosa», dicono, «che non corrisponde al vero considerato che lo stesso ha rimesso al Comune, periodicamente, le fatture corrispondenti alla prestazione svolta». Per quanto riguarda Console affermano che «non sono mai stati chiariti i termini che hanno dato origine all'incarico. Le gravi e ripetute segnalazioni», concludono, «hanno procurato un evidente abuso della funzione oltre che un danno patrimoniale all'ente. Siamo sicuri che in linea con la correttezza istituzionale a cui Mascia si richiama, vorrà trasmettere tutti gli atti ai competenti organi di giurisdizione penale e contabile».
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25 gennaio 2012
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