di Gabriella Di Lorito
Il progetto di piazza San Rocco
SAN GIOVANNI TEATINO. Salta per rischio di infiltrazioni della camorra a Sambuceto, nel cuore dell'area metropolitana, l'appalto dei lavori per il restyling di piazza San Rocco, progettato dall'architetto
Mario Botta. Le verifiche predisposte dalla prefettura di Chieti sulla ditta appaltatrice, la The World srl, di Casal di Principe, regno in provincia di Caserta del cartello camorristico dei casalesi, hanno portato ieri alla revoca e allo stop dei lavori, che erano stati affidati il 28 aprile 2011.
L'APPALTO A SCHIAVONE. Il provvedimento per la rescissione contrattuale è stato firmato dal responsabile comunale delle procedure d'appalto,
Alfonso Melchiorre, nella tarda mattinata, e subito notificato al legale rappresentante della The World,
Francesco Schiavone, un imprenditore con nome e cognome pesanti, omonimo del potente boss, più conosciuto come Sandokan, del clan dei Casalesi.
La disdetta era un atto dovuto per l'amministrazione di San Giovanni Teatino, dopo che venerdì
era arrivata a palazzo di città l'informativa ufficiale della prefettura sull'esito delle indagini condotte per controllare eventuali implicazioni di stampo mafioso della ditta, che aveva vinto l'appalto quasi un anno fa, con un ribasso del 28,17% su un importo a base d'asta di 999mila euro. Quando fu eseguito l'affidamento dei lavori, nell'aprile 2011, dalla documentazione fornita dalla ditta al Comune, dal casellario giudiziario dell'imprenditore Francesco Schiavone al certificato antimafia
rilasciato dalla camera di commercio, risultava tutto regolare. Al
termine invece delle verifiche ordinate successivamente dalla
prefettura, la nota trasmessa venerdì scorso in municipio
dall'ufficio del Governo non lasciava spazio a dubbi: pur se ormai
vicini alla conclusione, per i lavori di San Rocco c'erano le
condizioni per la revoca ai sensi della legge sulla normativa
antimafia, che conferisce ai prefetti la competenza delle verifiche
sui soggetti e sulle imprese che operano nell'ambito della pubblica
amministrazione.
I CONTROLLI. Lunghi e laboriosi, i controlli sulla ditta
The World sono durati 9 mesi e hanno coinvolto diversi organismi e
forze inquirenti, compresi il Gico, la guardia di finanza e i
carabinieri. Oltre all'osservanza delle leggi dello Stato, la
volontà di non lasciarsi coinvolgere in tentativi di infiltrazioni
da parte della criminalità organizzata nel proprio territorio era
stata rafforzata negli anni scorsi dal Comune di San Giovanni
Teatino con la stipula, nel luglio 2009, di un protocollo di
legalità in materia di pubblici appalti, sottoscritto con la
prefettura di Chieti.
LA CLAUSOLA. L'intesa prevede l'inserimento nei capitolati
d'appalto di alcune clausole di garanzia antimafia. Una di queste
autorizza la rescissione contrattuale «qualora successivamente alla
stipula del contratto dovessero essere comunicate dalla prefettura
informazioni interdittive antimafia di cui all'articolo 10 del dpr
252/98». In virtù di questa clausola, sottoscritta a suo tempo
dalla The World, l'amministrazione comunale ha potuto procedere
ieri, senza temere ricorsi, alla revoca del contratto. Mancava poco
più di un mese al termine dei lavori.
LE REAZIONI. «Tengo a far sapere ai cittadini che i lavori
in piazza San Rocco riprenderanno presto con la seconda ditta
classificata nella gara d'appalto. È importante anche dire che
nell'azione del Comune non c'è stata alcuna illegalità». Il sindaco
Luciano Marinucci non esita a difendere l'operato
dell'amministrazione di San Giovanni Teatino, sia nell'affidamento
dei lavori di San Rocco, sia nella rescissione del contratto.
«Da parte nostra e dell'ex sindaco
Verino
Caldarelli, è stato fatto tutto nel rispetto della legge»,
afferma il primo cittadino, «le carte presentate a suo tempo dalla
ditta erano a posto, l'affidamento è stato eseguito in maniera
regolare. Siamo fieri che il Comune di San Giovanni Teatino sia uno
dei pochi della provincia ad aver aderito al protocollo sulla
legalità, che oggi ci ha consentito di procedere alla rescissione
contrattuale, scansando il rischio di illegalità».
Le manovre di avvicinamento della criminalità sono state per il
momento respinte. «Ci siamo attenuti alla legge e siamo più che
soddisfatti», è il commento dell'assessore ai lavori pubblici
Giorgio Di Clemente, «mi viene solo da riflettere
sul fatto che ci siano voluti nove mesi per le verifiche sulla
ditta. Contavamo di terminare i lavori per marzo».
Dall'opposizione, il consigliere indipendente
Roberto
Ferraioli, plaude alle scelte fatte dal Comune per
difendere il territorio dai tentativi di infiltrazione mafiosa:
«Grazie al protocollo sottoscritto tre anni fa sull'antimafia, oggi
l'amministrazione ha potuto revocare l'appalto, agendo in linea con
la legge, senza rischi di ricorsi e ulteriori danni economici per
l'ente».
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24 gennaio 2012