Il comitato per la difesa del litorale in allarme per i risultati delle analisi dell'Arta
di Giuseppina Gherardi
FRANCAVILLA. Ambientalisti in allarme per la presenza di elementi inquinanti nell'area del porticciolo alla foce del fiume Alento, emersa dalla controanalisi dell'Arta in contrasto con i risultati del Comune. «Siamo preoccupati per questa grossa contraddizione nei dati, che continua a confermare la presenza di materiali inquinanti all'interno dell'area portuale», afferma
Moreno Bernini a nome del Comitato in difesa del litorale francavillese, che la scorsa settimana ha partecipato come auditore alla conferenza di servizi richiesta dal Comune. In quella sede, l'Arta ha reso noti i risultati delle controanalisi effettuate sui campioni di terreno prelevati nel settembre scorso nella stradina di accesso al cantiere del porto. E' così venuto fuori che alcuni dei limiti stabiliti dalla legge sono stati superati per la presenza di rifiuti interrati, quali plastiche, calcinacci, ferraglia e rifiuti edili. «Siamo rimasti molto sorpresi e sconcertati», continua Bernini, «nell'apprendere che i dati dell'Arta sono totalmente diversi da quelli del Comune, che risultavano in regola. A questo punto, riteniamo che prima del porto venga la salute dei cittadini. Al di là del fatto che si sia favorevoli o contrari alla costruzione dell'approdo, crediamo sia necessario fare chiarezza sull'inquinamento dell'area». Il progetto del porticciolo ricade all'interno del Sin (sito di interesse nazionale) dell'Alento, che per definizione prevede un intervento complessivo di bonifica dalla presenza di elementi inquinanti. &la
quo;Visto che l'inquinamento continua a persistere, la priorità è che venga risanata quella parte di territorio», rincarano gli ambientalisti, che fin dall'inizio hanno contrastato il progetto del porticciolo. «Ci si dimentica che è ancora in vigore un'ordinanza sull'inquinamento delle falde acquifere, a firma del precedente sindaco Nicolino Di Quinzio, che vieta di adoperare per qualsiasi uso l'acqua dai pozzi situati a una distanza di 150 metri a nord e a sud dal fiume Alento», ricorda Bernini. «Ad oggi, qual è la situazione delle falde acquifere? Vogliamo garanzie di sicurezza per la salute pubblica. Inoltre, alla luce dei risultati delle controanalisi, l'Arta ha richiesto un intervento di messa in sicurezza di emergenza della stradina di accesso. Il che comporta un aggravio di spese. Si dovrà scavare fino a due metri e mezzo di profondità per rimuovere il terreno inquinato; e non è escluso che scavando vengano fuori ulteriori problemi di inquinamento. Per non parlare della valutazione di impatto ambientale del progetto del porto, ancora sospesa». Gli ambientalisti affronteranno la questione in un'assemblea aperta a tutti, che si terrà oggi alle ore 19 nella sede dell'associazione Buendia, in via Pola.
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24 gennaio 2012
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