di Andrea Mori
PESCARA. L'Arpa fa marcia indietro sull'accordo integrativo, in cambio ottiene la promessa di un aumento del 10% del prezzo dei biglietti. Aumento che si riflette su tutte le corse regionali.
C'è voluta la mediazione del prefetto di Chieti
Fulvio Rocco De Marinis e dell'assessore regionale ai Trasporti
Giandonato Morra per sbloccare la vertenza che aveva portato la maggiore azienda regionale dei trasporti ai ferri corti con i suoi dipendenti. La vertenza aperta dalle segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Faisa Cisal e Ugl Autoferro si è conclusa positivamente nella prefettura di Chieti mentre gli impiegati Arpa avevano dato avvio all'annunciato presidio di protesta sotto la sede di via Asinio Herio. I sindacati hanno ottenuto ciò che chiedevano, che cioè l'azienda revocasse l'azzeramento della contrattazione aziendale; l'Arpa ha da parte sua avuto garanzie dalla Regione sulla possibilità di attingere a una quota maggiore delle risorse che saranno a loro volta incrementate con l'aumento del prezzo dei biglietti di circa il 10% delle corse regionali, urbane e sub urbane.
Di fatto, la risoluzione della trattativa Arpa - sfociata ieri mattina in quella che tecnicamente si chiama "procedura di rafreddamento" con l'interessamento del prefetto e la partecipazione straordinaria dell'assessore regionale - adotta una manovra prevista dalla finanziaria regionale che consentiva alla Regione di aumentare il prezzo dei biglietti già nel 2011. Decisione che la giunta aveva rinviato
poiché il prezzo dei biglietti era nel frattempo già stato adeguato
al costo dell'inflazione (+5%).
LA VERTENZA. Il braccio di ferro tra sindacati e Arpa si
era innescato a seguito della decisione del presidente dell'azienda
di trasporti
Massimo Cirulli di azzerare la
contrattazione di secondo livello, con inevitabili ricadute sia sul
salario (200-300 euro in meno nelle buste paga) che sull'esercizio.
Cirulli aveva detto in una conferenza stampa che quella decisione
era un segnale su quello che poteva avvenire con la fusione delle
tre aziende regionali di trasporto (Arpa, Gtm e Sangritana)
prevista dalla "legge Morra": meno risorse, più costi, esubero del
personale.
La risposta dei sindacati era stata la proclamazione dello stato
di agitazione con il blocco degli straordinari, la convocazione del
sit-in e, se ci non fossero state risposte, l'organizzazione di uno
sciopero regionale. Il consigliere regionale del Pd
Claudio
Ruffini ha chiesto le dimissione di Cirulli.
I SINDACATI. «E' stata una vittoria importante di tutti
quei lavoratori che hanno fatto sentire concretamente la loro
contrarietà avverso un atto illogico in termini economici e
socialmente destabilizzante», è il commento dei segretari regionali
di tutte le sigle sindacali al termine del lungo incontro (è durato
circa tre ore) con prefetto e assessore. I sindacati dei trasporti
ringraziano il prefetto De Marinis e aggiungono: «Abbiamo
testimoniato ancora una volta come i lavoratori siano disponibili a
continuare a fare la propria parte per il recupero di risorse, in
un contesto economico deficitario per il Tpl. Non nascondiamo le
difficoltà che dovremo affrontare ma con lo spirito collaborativo,
lo stesso messo in campo anche dall'assessore Morra, riteniamo di
poter far fronte a questa situazione».
MORRA. L'aumento del prezzo dei biglietti avrà ricadute
su tutte le corse regionali. Un "sacrificio" inevitabile per
l'assessore, che fa notare come in altre regioni i rincari siano
scattati l'anno scorso e del 30-40%. «Gli aumenti del 10% rientrano
nel processo di razionalizzazione dell'intero sistema del Tpl»,
spiega, tornando anche su altri attesi cambiamenti. Ad esempio, i
biglietti differenziati rispetto alle categorie sociali e il
sistema di calcolo del biglietto unico. «Stiamo studiando»,
ripete.
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24 gennaio 2012