di Laura Venuti
L'identikit diffuso dalla polizia
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PESCARA. Ha mirato dritto al cuore l'assassino di
Italo Ceci. E ha sparato per ammazzare, senza alcun dubbio: un colpo al braccio, uno al tronco, uno al cuore. Tutti e tre sparati alle spalle. La pistola utilizzata è un calibro 38 a tamburo semiautomatica. L'arma ha una particolarità: non lascia il bossolo, una traccia importante per gli investigatori.
Da ieri mattina l'uomo che ha ammazzato il pentito della banda Battestini ha un corpo e un volto, quelli tracciati grazie all'incrocio di varie testimonianze e all'opera di un esperto di identikit. Gli investigatori hanno anche acquisito un nuovo elemento utile alle indagini, cioè due dei proiettili sparati dalla pistola del killer contro Ceci. E stanno continuando a sentire familiari, amici e conoscenti di Italo Ceci per cercare di capire da dove siano arrivati quei tre proiettili che venerdì sera hanno spento la vita del bandito redento.
L'AUTOPSIA. Il medico legale
Ildo Polidoro ha esaminato il corpo di Italo Ceci sabato sera. L'autopsia, iniziata alle 19.30 e terminata all'1.30, è stata lunga e delicata. Non tanto perchè ci fossero particolari misteri da svelare sulla causa di morte, quando perchè l'anatomopatologo ha dovuto estrarre con la massima delicatezza possibile i due proiettili che erano rimasti nel corpo di Ceci.
Proprio i proiettili, che sembrano essere in buone condizioni, potrebbero aiutare gli investigatori in due modi. Nell'immediato la comparazione dei segni lasciati dalla pistola su quei proiettili potrebbe d
ire se l'arma ha già sparato prima e quando.
Se da questo esame non dovesse uscire fuori nulla i proiettili
potrebbero comunque tornare utili nel caso in cui gli inquirenti
trovino l'arma del delitto, che è sicuramente una semiautomatica:
la comparazione delle tracce potrebbe dare la certezza che proprio
da quella pistola siano partiti i colpi che hanno ucciso
Ceci.
TESTIMONI E PARENTI. Gli uomini della Mobile di
Pierfrancesco Muriana intanto per tutta la
giornata di ieri hanno continuato ad ascoltare le testimonianze
delle persone che venerdì sera all'ora dell'agguato erano in via De
Amicis e anche di amici, parenti e conoscenti di Italo Ceci.
Gli inquirenti stanno continuando a scavare alla ricerca di un
movente che possa giustificare un omicidio messo a segno così, con
un agguato organizzato e fatto scattare alle sette di sera in pieno
centro. Un agguato portato a termine da un assassino troppo
arrabbiato per progettarlo prendendo tutte le precauzioni
possibili, o troppo sicuro di sè per preoccuparsene.
Al momento l'unica cosa certa è che gli investigatori non
escludono che il movente possa arrivare da lontano, lontanissimo.
Dal 1985, per essere precisi, quando mezza banda Battestini, e cioè
Massimo Ballone,
Claudio Di
Risio,
Raimondo Coletta,
Francesco Gentile e
Carlo
Mancini, mise in piedi una clamorosa evasione dal carcere
di San Donato. E Ceci, che in quel carcere c'era rimasto, decise di
parlare, di raccontare tutti i segreti della banda che aveva
terrorizzato l'Abruzzo. Poi, quando uscì dal carcere, decise di
rigare dritto. Si mise a lavorare con il cognato nel negozio di
vernici Color Quando. In quel negozio Ceci ci passava tutta la
giornata ed era diventato il punto di riferimento per tanti nella
zona. Era Italo che accompagnava a casa le commesse quando era buio
e che teneva anche gli occhi aperti su certi movimenti in piazza
Santa Caterina. Una pista, anche questa, non esclusa dagli
inquirenti. Che però hanno puntato anche da un'altra parte. Quella
parte della vita di Italo che sembrava ormai prescritta, dopo
trent'anni di buona condotta.
I RISULTATI DELLO STUB. Venerdì sera in questura sembrava
di essere tornati indietro nel tempo. C'erano
Massimo
Ballone e
Claudio Di Risio e c'erano
anche altri due grossi nomi della vecchia mala pescarese, legati
alla banda Battestini e a quella dei kalashnikov che in qualche
modo ne ha seguito le orme negli anni 2000. Tutte e quattro le
persone sentite dalla Mobile hanno detto che venerdì sera erano
ognuno a casa sua. Tutti e quattro i loro appartamenti sono stati
perquisiti e i quattro sono stati anche sottoposti allo Stub,
l'esame che stabilisce se qualcuno ha sparato di recente. Ma per
avere i risultati servirà tempo.
LE TRACCE SULL'AUTO. Così come servirà tempo per sapere se
i materiali trovati sabato sulla Punto usata dal killer per fuggire
e abbandonata in via Gioberti siano dell'assassino o meno. L'esame
delle impronte è già stato avviato, così come quello sui capelli e
sul filtro di sigaretta trovati dalla Scientifica.
Italo Ceci verrà sepolto oggi. I funerali alle 15.30 nella chiesa
di Gesù Buon Pastore in viale Bovio.
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RISERVATA
23 gennaio 2012
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