di Laura Venuti
PESCARA. Il filtro di una sigaretta fatta a mano, alcuni capelli e varie impronte digitali. Sono le tracce che il killer di
Italo Ceci ha lasciato dietro di sè. Tracce trovate ieri sera sulla Punto usata dall'assassino e ritrovata in via Gioberti ieri mattina, a poche ore dall'agguato in cui è rimasto ucciso il pentito della banda Battestini, ammazzato con tre colpi di pistola alle spalle in via De Amicis, davanti al negozio di vernici che gestiva col cognato.
AUTO RUBATA. La Punto bordeaux usata dall'assassino è stata rubata a Montesilvano il 3 novembre dell'anno scorso. Le targhe invece sono di un furgone lasciato in conto vendita presso un autosalone in via Breviglieri. Probabilmente sono state rubate tra giovedì e venerdì, tanto che i proprietari non se ne erano accorti. Per trovare anche il minimo residuo sull'auto a Pescara sono arrivati gli uomini del Gabinetto interregionale della Scientifica di Ancona, che hanno apparecchiature molto sofisticate in grado di rilevare impronte latenti e residui organici come peli, capelli o liquidi di ogni genere. E in effetti la ricerca non è stata inutile. Nella macchina gli uomini della scientifica hanno trovato impronte, capelli e il filtro di una sigaretta fatta a mano. Ma servirà tempo per dire se siano del killer o di qualcuno che ha usato la macchina prima di lui, magari gli stessi proprietari a cui è stata rubata.
BALLONE E DI RISIO. Intanto gli investigatori scavano nel presente di Italo Ceci. Ma scavano soprattutto nel suo passato, qu
ello nella banda Battestini. Proprio da quel passato sono partiti
gli uomini della Mobile di
Pierfrancesco Muriana che venerdì
sera, a poche ore dall'agguato, hanno convocato in questura quattro
persone. Tutti nomi noti, che riemergono dal passato criminale
remoto e da quello un po' più prossimo. Due di loro sono proprio ex
componenti della banda,
Massimo Ballone e
Claudio Di
Risio. Gli altri due sono comunque personaggi di grosso
calibro, legati al sodalizio messo in piedi dai fratelli Battestini
negli anni '80 e a un'altra banda, più recente, quella degli
assalti ai portavalori. Tutti e quattro sono stati sottoposti allo
Stub, l'esame che è in grado di rivelare se qualcuno ha sparato da
poco. Dove vogliano andare a parare gli investigatori è chiaro:
stabilire o escludere che sia stata la mano di uno di quei quattro
a fare fuoco per tre volte contro Ceci. I quattro hanno detto che
venerdì sera erano nelle loro case. Case che ieri mattina sono
state controllate dagli uomini della Mobile.
AUTOPSIA E
PROIETTILE. Qualche altro elemento utile potrebbe arrivare dal
proiettile rimasto nel corpo di Ceci ed estratto nel corso
dell'autopsia che il medico legale
Ildo Polidoro ha
effettuato ieri sera. Un'ogiva in buone condizioni, infatti,
potrebbe consentire agli investigatori di risalire alla pistola che
ha sparato, un revolver.
SEQUESTRATO IL PC. Intanto gli
investigatori stanno passando al setaccio anche la seconda vita di
Italo Ceci, quella che si era rifatto dopo essere uscito dalla
banda e averne confessato tutti i segreti. Quella da commerciante
di vernici nel negozio Color Quando, da angelo custode del
quartiere che non negava mai un sorriso ai bimbi e li faceva
giocare con il gatto che aveva adottato. Ma dal presente di Ceci,
una compagna e un figlio adottivo, al momento non sembra venire
fuori nulla. Così come dal primo esame su telefoni, pc e documenti
sequestrati ieri a casa sua. Ceci verrà sepolto domani. I funerali
alle 15.30 nella chiesa di Gesù Buon Pastore in viale Bovio.
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22 gennaio 2012
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