di Maria Cristina Nanni
MONTESILVANO. «Il candidato naturale del Pdl sono io, a meno che non sia io stesso costretto a dover rinunciare». Il sindaco uscente
Pasquale Cordoma lancia la sua ricandidatura e precisa: «Nessuno potrà chiedermi passi indietro». A convincerlo sono stati i risultati di un sondaggio condotto dal Pdl provinciale su un campione di 600 famiglie. «
Lorenzo Sospiri», racconta Cordoma riferendosi al segretario provinciale del Pdl, «mi ha svelato l'esito: il mio nome è in vantaggio su tutti gli altri candidati della coalizione e non». Lo stesso Sospiri spiega che si tratta dei risultati provvisori di un sondaggio interno che non sarà reso pubblico. Non si conosce, quindi, il vantaggio ottenuto dal sindaco sugli altri nomi che, stando a quanto riferito dal capogruppo del Pdl
Luigi Marchegiani sono quelli dell'ex assessore Pdl
Carlo Tereo de Landerset e di due esponenti dell'Udc: l'assessore comunale
Mimmo Di Giacomo e l'assessore provinciale
Valter Cozzi. Cordoma guarda solo alle cifre e sull'onda del successo ottenuto si dice «contrario alle primarie di partito, come qualcuno ha paventato, visto che i numeri sono chiari e affermano il mio primato. Sono convinto di aver lavorato bene e quindi di avere il diritto naturale a terminare il lavoro iniziato». Dopo aver elencato i cantieri avviati e i progetti in itinere, come le 4 scuole e la variante del Prg, il sindaco sottolinea: «Anche per i risultati venuti fuori dal test, nessuno potrà c
hiedermi di fare un passo indietro per poltrone o altre forme di
salvataggio politico, perché non sono interessato né alle une né
alle altre, ma solo alla mia città». Il sindaco non immolerà la
sua candidatura sull'altare della coalizione né delle divisioni
interne al Popolo della libertà: «Il Pdl ha bisogno di dirigenti
coraggiosi che, forti dei dati di questo sondaggio che vedono il
partito da solo vicino al 30%, non temano di perdere per strada
qualcuno che invece a metà legislatura ha pensato bene di lasciare
la nave proprio quando la tempesta infuriava». Cordoma parla agli
assessori che si sono avvicendati, ma non solo. Il sindaco ricorda
il consiglio comunale del 23 ottobre 2010 quando le defezioni dei
ribelli del Pdl (
Paolo Cilli,
Adriano Tocco,
Stefania Di Nicola), il voto contrario di 2 consiglieri
(
Oscaro Biferi e
Giancarlo Cipolletti), sommati alla
decisione delle opposizioni di abbandonare la seduta, hanno spinto
sull'orlo di un precipizio la sua giunta, salvata in extremis dal
consigliere
Gabriele Di Stefano che, sottolinea il sindaco:
«assicurò il numero legale». Il primo cittadino parla anche dei
rimpasti di giunta, in particolare dell'uscita di scena di
Gennaro Passerini e
Vittorio Gervasi, sostituiti
rispettivamente da Mimmo Di Giacomo ed
Emidio Di Felice
osservando che sono state «scelte politiche e non mia
responsabilità». Il sindaco ne ha per tutti e punta il dito anche
contro l'assessore al Bilancio Di Felice per aver «inviato lettere
ai cittadini con annesso biglietto da visita personale per
informarli del diritto di un contributo». Un intervento, quello
del primo cittadino, che è come un fulmine a ciel sereno tanto che
Marchegiani precisa: «Il sondaggio punta a misurare la forza del
partito, non a scegliere il candidato sindaco. Cordoma sarà
contento del risultato ma prima viene la coalizione e, in un
secondo momento, la scelta della persona che la guiderà».
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22 gennaio 2012
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