Ascesa e caduta di una banda

Battestini morto suicida, Viccei ucciso e i tentativi di redenzione

       PESCARA. «Sapete che i gettoni per le cabine telefoniche non ci sono più?». Capita che sia la battuta di un avvocato a scandire il tempo delle vite di Ballone e di Di Risio, i due componenti della banda Battestini estraniati da tanti anni trascorsi in carcere. Ballone e Di Risio si sono ritrovati ieri notte in questura chiamati a riannodare la storia della banda per, poi, risepararsi e tornare nelle loro case di Rancitelli e San Donato.  Maurizio Ballone ha 51 anni, un anno di più di Claudio Di Risio con cui ha condiviso, tra gli altri, la clamorosa fuga armata dal carcere di San Donato il 29 gennaio 1985. Sono loro, assistiti da anni dall'avvocato Carlo Di Mascio, alcuni dei superstiti della banda che ha imperversato in Abruzzo e nelle Marche a cavallo tra gli anni '70 e' 80 alimentanto una saga di rapine che ha intrecciato l'ascesa criminale alla caduta: suicidi, regolamenti di conti e tentativi di redenzione stanno scritti nei trent'anni della storia della banda.  Rolando Battestini, da cui prende il nome la banda, avrebbe finito di scontare 29 anni di reclusione nel 2010 ma nel 1992 è morto suicida nel carcere di Campobasso. Prima di lui, nel 1988, era stato il fratello Pasquale ad essere ucciso a Giulianova mentre tentava di forzare un posto di blocco. Non c'è più neanche Valerio Viccei, «il rapinatore buono», come lo ricorda una pagina di Facebook, ucciso a 45 anni mentre tentatava l'ennesimo colpo a un portavalori lungo la provin
    ciale che collega l'Adriatica ad Ascoli Piceno. Ucciso poco prima del colpo, Viccei, l'uomo che era stato il cervello della rapina rimasta agli annali di Scotland Yard: circa 140 miliardi sottratti il 12 luglio 1987 nel caveau del Safe Deposit Center di Londra. Nel luglio 2011, Francesco Patacca, sorta di manovale della banda, scappa dai domiciliari ma dopo una caccia di due mesi viene riacciuffato sulla sella di una bicicletta. Infine, venerdì notte, Italo Ceci, è stato ucciso a 58 anni dopo che da anni aveva iniziato una seconda vita come commerciante di un negozio di colori e di vernici.  Vite interrotte dai fantasmi del passato, scacciati dai tentativi di cercare un lieto fine. A provarci è stato Ballone che, evaso dal carcere di San Donato, è stato catturato a pochi giorni dalla fuga per scontare sette anni di carcere duro tra Pianosa, l'Asinara e Badu'e Carros. Evade di nuovo e dopo tre anni di latitanza viene arrestato in Belgio e, ancora nel 1998, in Venezuela dove si era rifugiato. Estradato in Italia, Ballone cambia vita nel carcere di Sulmona in cui scrive anche un libro autobiografico «Al di sotto del cuore» e, una volta scontata la pena, va a lavorare in una cooperativa di manutenzione di parchi a Pescara. Nel 2006, però, mette a segno una rapina milionaria a un furgone blindato e viene di nuovo arrestato con l'accusa di preparare un colpo al caveau dell'Ivri di Sambuceto. Oggi Ballone è libero e, in attesa, del processo, ha aperto un negozio di generi alimentari a San Donato. In un altro quartiere marginale della città abita pure Di Risio che si barcamena e combatte con una salute precaria. Per Raimondo Coletta, dopo vent'anni di carcere, la sua seconda vita è riniziata con un'impresa edile nel Pescarese.

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    22 gennaio 2012
     

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