Aree di risulta, convocato un consiglio

Giovedì seduta straordinaria richiesta dal Pd contro l'immobilismo della giunta

       PESCARA. «Entro la fine del mese, la giunta affiderà a una società di professionisti lo studio di fattibilità per la riqualificazione delle aree di risulta». Era novembre dell'anno scorso quando l'assessore all'urbanistica Marcello Antonelli preannunciò l'avvio dell'iter per la sistemazione dei 13 ettari intorno all'ex stazione centrale. Da allora sono trascorsi quasi tre mesi e non si è visto ancora nulla.  Il consigliere del Pd Florio Corneli (nella foto) ha richiesto una seduta straordinaria del consiglio comunale, che si svolgerà giovedì prossimo, per cercare di capire cosa sta facendo l'amministrazione comunale. Ogni tanto il sindaco Luigi Albore Mascia fa promesse ai cittadini su progetti per le aree di risulta e puntualmente vengono disattese. Stesso discorso per il nuovo teatro comunale che la giunta vorrebbe realizzare sui 13 ettari. L'estate scorsa, in un'intervista al Centro, il sindaco aveva assicurato che avrebbe annunciato entro settembre il nome del progettista del teatro. Ma quel nome non è stato più rivelato.  In due anni e mezzo dall'insediamento della giunta non è stato dato nemmeno il via allo studio di fattibilità. L'unico incarico affidato dal Comune, tramite la Regione, è quello per il progetto Jessica, subito tramontato. «Ogni tanto esce qualche boutade dell'amministrazione e poi si ferma tutto», fa notare il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio, «per le aree di risulta non si vede nemmeno
    una proposta. Questo dimostra ancora una volta che il Piano triennale delle opere pubbliche, dove è prevista la riqualificazione delle aree di risulta per 80 milioni di euro, continua ad essere un libro dei sogni».  Si preannuncia, quindi, un consiglio infuocato giovedì. Il centrosinistra intende mettere con le spalle al muro Mascia per costringerlo a rivelare le sue vere intenzioni sulle aree di risulta. Corneli ha invitato in aula, per l'occasione, anche degli esperti qualificati. Tra questi, il presidente dell'Ance, l'associazione dei costruttori, Giuseppe Girolimetti e l'architetto Antonio Monestiroli, risultato vincitore di un concorso di idee, bandito dalla precedente amministrazione comunale e autore di un progetto preliminare per le aree di risulta che prevedeva un grande bosco, parcheggi sotterranei e una biblioteca-mediateca. Quel progetto è stato abbandonato definitivamente dall'attuale giunta. «Il piano di Monestiroli», aveva detto qualche tempo fa il capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri, «ci pare francamente poco percorribile». Quello che è certo è che nei mesi scorsi è scaduto il vincolo di inedificabilità sulle aree di risulta e ora si può realizzare di tutto nei 13 ettari.

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    22 gennaio 2012
     

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