di Melissa Di Sano
PESCARA. «Tra un mese e mezzo la discarica di Colle Cese sarà esaurita, chiusa per sempre». A parlare è
Roberto Pasqualini, direttore esecutivo della Deco, la società di proprietà della famiglia Di Zio che gestisce l'impianto. «Non è possibile fare nessun ampliamento», continua Pasqualini, «tutta la provincia di Pescara si troverà senza una discarica di riferimento». Una situazione grave, che si è venuta a creare in netto anticipo sui tempi perché la discarica in questione, che si trova a Spoltore, ormai da diversi anni accoglie oltre ai rifiuti del Pescarese anche tutti quelli della provincia di Teramo. Era il 2006 infatti, quando la discarica La Torre, nel Teramano, crollò. Da allora e fino ad oggi non c'è più una discarica in funzione su tutto il territorio di Teramo. L'intera provincia manda i propri rifiuti a Colle Cese e ultimamente anche nella discarica di contrada Casoni, a Chieti. «Se la discarica di Colle Cese è giunta in anticipo alla data di chiusura», conferma Pasqualini, «è perché per tanti anni ha dovuto sopportare il peso di tutti i rifiuti del Teramano». Oggi però la situazione è agli sgoccioli. La provincia di Pescara si trova a dover affrontare il problema di dove conferire la spazzatura. Forse Casoni, se il Comune di Chieti darà la propria autorizzazione, o forse fuori regione con una serie di costi aggiuntivi che andranno a ricadere sui comuni del P
escarese e di conseguenza sulle tasche dei cittadini. Casoni, dove
si trova anche l'impianto di trattamento dei rifiuti della Deco,
«ha una volumetria residua ridotta, raccoglie già i conferimenti di
Chieti e del consorzio dei Comuni di Fara, e fino alla fine di
febbraio anche quelli di Montagne Teramane», spiega Pasqualini.
Una beffa per Pescara, che attendeva la messa in opera della
discarica di Notaresco, la Irgine della De Patre Ferrometalli, che
dovrebbe essere gestita dalla stessa Deco. Dopo aver ospitato per
tanti anni i rifiuti altrui, Pescara ora avrebbe dovuto conferire a
sua volta nel Teramano. La discarica Irgine è pronta da tempo ad
entrare in funzione (l'autorizzazione è arrivata lo scorso luglio),
ma un ricorso al Tar ha rimandato tutto e ha riavviato il conto
alla rovescia verso l'emergenza. A ricorrere è stato
Walter
Catarra, sindaco di Notaresco e presidente della Provincia di
Teramo. Il Tar ha concesso la sospensiva e ha rinviato la
discussione nel merito al 4 aprile prossimo. Irgine sorge accanto
alla vecchia discarica, ma la posizione non sembra comunque piacere
al sindaco Catarra, che la vuole altrove. Sempre sul territorio di
Notaresco, ma nella frazione di Grasciano. Il progetto approvato
per la discarica denominata Grasciano 2 è già approvato, ma per
metterla in funzione sembra occorra almeno un anno e mezzo. Nel
frattempo si potrebbe usare per questo periodo quella di Irgine,
altrimenti la stessa provincia che ha accettato i rifiuti del
Teramano potrebbe finire per trovarsi addosso l'emergenza
immondizia, e già dal primo marzo. «Bisogna individuare
immediatamente soluzioni possibili», ha detto l'assessore comunale
all'Ambiente
Isabella Del Trecco, «l'obiettivo è quello di
chiudere il caso prima di marzo, termine ultimo quando le due
discariche dovrebbero divenire off limits», e annuncia per giovedì
prossimo, un sopralluogo nei due impianti «per accertare
personalmente le condizioni di saturazione». Poi, incontri in
Regione con il dirigente del settore per fare il punto della
situazione. In fondo, basterebbe chiedere la restituzione di un
favore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
20 gennaio 2012
Altri contenuti
- Sulle persone citate
-
- Sugli stessi luoghi
-