di Claudia Ficcaglia
ROSCIANO. Cambia la geografia scolastica nella provincia di Pescara. Con il piano di riordino provinciale, per quanto riguarda la vallata vestina saranno accorpati sotto un'unica presidenza, attribuita a Civitella Casanova, le scuole di Montebello di Bertona, Farindola, Civitaquana, Carpineto Nora e Villa Celiera, che comprendono anche gli alunni provenienti da Brittoli e Vicoli, privi di strutture scolastiche proprie, per una popolazione studentesca di 500 alunni, la soglia minima richiesta dalla normativa in materia. Questione ancora dibattuta e oggetto di polemiche è l'accorpamento di Catignano, Nocciano e Rosciano, che andrebbero a formare un altro istituto comprensivo la cui presidenza sarebbe stata assegnata a Catignano. A farne le spese, come affermano gli amministratori comunali, sarebbe però la sola Rosciano, che ha un numero di studenti più alto di Catignano. L'anomalia che sta scatenando la dura reazione dell'amministrazione roscianese è determinata dal fatto che le scuole cittadine, medie, elementari e dell'infanzia prima facevano capo a Cepagatti: con la riorganizzazione in atto, invece, le medie continueranno a dipendere da Cepagatti mentre le altre due confluiranno nell'istituto comprensivo di Catignano. «La decisione ci è stata comunicata in via non ancora ufficiale», dice l'assessore comunale
Simone Palozzo, «con nostro grande disappunto, poiché i pareri dell'assessore provinciale all'istruzione e delle commissioni tecniche regionali individuavano la presidenza in Roscia
no. Non si capisce la logica che sottende questa scelta, dato che Rosciano possiede un corpo studentesco superiore agli altri due comuni, che verrebbe smembrato nonostante la presenza di una minoranza linguistica riconosciuta. Una volta acquisiti tutti gli atti deliberativi ci attiveremo, anche con un ricorso al Tar, perché la posizione venga rivista».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
19 gennaio 2012
Altri contenuti
- Sulle persone citate
-
- Sugli stessi luoghi
-