di Enrico Nardecchia
L'AQUILA. «Un'ultimissima cosa...io non te lo ricordo più...sono sei mesi che non ho più il dovuto per quanto riguarda i buoni...so' sei mesi che metto la benzina». Ecco l'intercettazione che incastra il provveditore aggiunto alle Opere pubbliche per l'Abruzzo
Giancarlo Santariga. Frasi ritenute talmente esplicite per la consumazione del reato di concussione che il magistrato
Marco Billi ha ritenuto di riportarle in forma integrale a pagina 8 dell'ordinanza di custodia cautelare che dispone gli arresti domiciliari a carico del dirigente dipendente dal ministero delle Infrastrutture. Ecco il dialogo tra
Santariga e l'imprenditore
Bertoni.
Santariga: «...un'ultimissima cosa...io non te la ricordo più...».
Bertoni: «..ehmmm...».
Santariga: «...io sono sei mesi che non ho più...il dovuto...per quanto riguarda i buoni e...».
Bertoni: «...e quella è un'altra situazione abbastanza...delicata».
Santariga: «Perché è delicata?.
Bertoni: «...ehm...perché...purtroppo...appunto, in un'azienda così io non...cioè...il liquidatore non può distrarre...denaro...però è chiaro che...i...quello che facevamo prima è sulle...».
Santariga: «...coperture e detrazioni dall'avere dell'impresa ovviamente no? Mica...più o meno...3500 o più euro al mese per sei mesi...quello che è...fa tot...».
Bertoni: «...c'ha, c'ha un problema».
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Santariga: «...tanto solo un danno mio...tu
lo capisci...perché io poi quello...non è che lo posso avere da
chiunque...da qualcun altro. Cioè io posso solo fare un danno a
voi, ma io il danno lo ricevo io. So' sei mesi che metto la benzina
io pe' veni' all'Aquila e vado a Roma anche due volte a
settimana...con la benzina mia...capito? vabbè, questo tanto per
capire...».
Bertoni: «No...però...purtroppo...».
Santariga: «...eh...lo so...per voi è tutto un
"purtroppo" e le colpe...».
Bertoni: «No...no...nel senso che...».
Santariga: «...vabbene, ci siamo capiti...ci
siamo capiti...».
Bertoni: «...sì...buone cose...».
Santariga:
«...eh...altrettanto...speriamo».
Bertoni: «Eh».
«LA MACCHINA È MIA». Le indagini successive, non soltanto
intercettazioni ma anche testimonianze, portano i finanzieri a
ritenere che l'autovettura messa a disposizione dall'imprenditore
per paura che potessero esserci conseguenze negative sui lavori da
effettuare nel cantiere del comando di Pescara della Finanza sia
stata da sempre, dai primi momenti successivi alla consegna, nella
disponibilità piena e assoluta di Santariga. E non del cantiere e
di chi avrebbe dovuto recarvisi. Ma questo non per ragioni
d'ufficio, altrimenti sarebbe scattata l'accusa di peculato. Scrive
il gip: «Il possesso delle vetture, e a maggior ragione il
rifornimento di carburante, non è in alcun modo collegato a ragioni
dell'ufficio o servizio svolto dal pubblico ufficiale. Al
contrario, le modalità della richiesta appaiono tipiche della
ravvisata concussione».
CHI È SANTARIGA. Nato a Tagliacozzo il 28 settembre 1947,
residente a Marino (Roma), il super-ingegnere meccanico ha la
qualifica di dirigente di seconda fascia del ministero delle
Infrastrutture. Il suo incarico attuale (stipendio annuo lordo
74mila euro, fonte sito Internet del ministero) è quello di
responsabile del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche
Lazio-Abruzzo-Sardegna per la sede coordinata dell'Aquila. Passano
dalle sue mani gli appalti per la ricostruzione degli edifici
pubblici dell'Aquila compresi quelli all'interno di aggregati misti
(in parte di proprietà privata). Nel suo ricchissimo curriculum
spiccano anche, oltre ai numerosi incarichi professionali,
un'esperienza da amministratore (per il partito socialista) al
Comune di Tagliacozzo oltre all'onorificenza di Cavaliere al merito
della Repubblica Italiana.
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19 gennaio 2012