PESCARA. Buono, generoso, genuino, un uomo che non aveva perso il sorriso nemmeno davanti ai dolori che la vita gli aveva messo davanti, un vigile del fuoco che non avrebbe esitato a rischiare la sua vita per salvarne altre. Così i colleghi descrivono
Alberto Perini, stroncato a 56 anni da una malattia che aveva combattuto con tutte le sue forze. Alberto, che abitava in contrada Terra Rossa a Cappelle sul Tavo con la moglie
Dina e il figlio
Davide, aveva iniziato la sua carriera di vigile del fuoco nel 1976, da militare. Il corpo gli era rimasto nel cuore, così aveva continuato a lavorare per i pompieri come vigile discontinuo finchè non era riuscito a realizzare il sogno di diventare un vigile del fuoco permanente. Nel 1997 il suo impegno era stato premiato con la promozione a caposquadra. Durante la sua carriera a Pescara Alberto non si era mai tirato indietro quando c'era da aiutare le popolazioni colpite da disastri naturali. Era stato in Irpinia, in Molise e in Umbria ad aiutare i terremotati. C'era anche all'Aquila. «Non c'era giorno che un sorriso, una battuta, una storia di Alberto non portasse allegria», raccontano i colleghi, «era un eroe vero, ha sempre svolto il lavoro di pompiere con serietà e competenza, non avrebbe esitato a esporre la propria vita per salvarne altre. Non si faceva mai pregare era sempre pronto a condividere le sue conoscenze ed esperienze con tutti. I grandi dolori che ha vissuto l'avevano temprato e preparato al peggio senza però togliergli il sorr
iso di chi la vita l'aveva vissuta con gioia». I funerali di Alberto si svolgeranno questa mattina alle 10.30 nella chiesa Beata Vergine Maria Lauretana, a Cappelle. (l.ve.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
19 gennaio 2012
Altri contenuti
- Sulle persone citate
-
- Sugli stessi luoghi
-