di Maria Cristina Nanni
MONTESILVANO. Uno sviluppo verticale della città, per recuperare spazi da destinare al verde e alle infrastrutture: è questo il disegno tracciato dal ocandidato sindaco del centrosinistra Attilio Di Mattia, che dovrà essere vagliato dalla coalizione. Resta alta la tensione dentro il Pd, mentre i partiti del Terzo polo continuano a chiedere all'Udc di prendere le distanze dal Pdl. «Molti palazzi sono invenduti e usano suolo in orizzontale. Un'idea per riguadagnare spazio potrebbe quella di demolirli e ricostruire accorpandoli in altezza. In questo modo si creano dei vuoti da destinare al verde e si recupera l'invenduto concedendo cubature in verticale». E' questa, secondo Di Mattia, una delle possibili soluzioni per frenare in consumo di suolo e dare più servizi ai cittadini. «E' un escamotage», spiega ancora il candidato sindaco del centrosinistra, «per riparare agli errori del passato e per vincolare la costruzione alla realizzazione di infrastrutture. E' una tecnica molto usata all'estero, è solo un'idea che andrà vagliata insieme a tutta la coalizione». Il Pd però mostra molta cautela su tale proposta: «Siamo d'accordo sulla necessità di arginare l'utilizzo del suolo e di recuperare spazi dall'esistente per migliorare la viabilità e i servizi», afferma il segretario provinciale del Pd
Antonio Castricone, «bisogna studiare con tutta la coalizione un metodo per realizzarlo e che non corrisponde necessariamente a uno svilu
ppo in altezza. Certo, resta da chiedersi se Montesilvano abbia
ancora bisogno di cubature». Dopo le primarie il Pd fatica a
ritrovare l'unità. «Invece di avviare una profonda riflessione e di
innescare un processo di chiarimento e di riunificazione», afferma
il capogruppo del Pd al consiglio comunale di Pescara,
Moreno Di
Pietrantonio, «si preferisce continuare con la caccia alle
streghe, la ricerca di capri espiatori e di recondite astruse
ragioni nel tentativo maldestro di coprire uno scacco evidente. Mi
farò carico di stimolare una forte riflessione con gli organismi
competenti dei Democratici a tutti i livelli. Non è più il tempo di
diktat da parte dell'apparato, è il tempo di risintonizzarsi con i
territori e con i cittadini». Il messaggio è diretto al segretario
regionale
Silvio Paolucci, che imputa la sconfitta alle
primarie a chi, come Di Pietrantonio e Luciano D'Alfonso, non ha
sostenuto il candidato di punta del partito,
Marco Volpe,
preferendogli
Nino D'Annunzio, nel primo caso, e Di Mattia
nell'altro. Acque poco tranquille anche nel Terzo poloo dove si
ingrossano le file degli scontenti. Dopo Fli e Api, anche Mpa
chiede all'Udc di prendere le distanze dalle amministrazioni dove
governa in tandem con il Pdl. «Con Fli e Api stiamo valutando di
fare una lista nostra», afferma
Giulio Petrini, presidente
del Mpa, «magari a sostegno del centrosinistra». L'Udc ribadisce di
voler aprire un tavolo permanente di confronto con i terzopolisti,
ma non accetta l'aut-aut. «Se l'obiettivo è trovare una convergenza
programmatica», afferma il segretario cittadino
Nico
Liberati, «perché dovremmo distanziarci a priori dal Pdl?».
Forti di questo ragionamento i centristi, insieme a Rialzati
Abruzzo, La Destra, alle liste civiche Arcobaleno e Libero,
siederanno al tavolo di coalizione convocato per venerdì dal
segretario provinciale del Pdl Lorenzo Sospiri che punta a creare
un'alternativa al cartello Pd-Idv-Sel.
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19 gennaio 2012
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