di Andrea Mori
PESCARA. Che senso ha prevedere la Macroregione adriatica e lasciare che i treni a lunga percorrenza da Sud a Nord continuino a saltare le fermate di Pescara e Ancona? E per quale motivo il corridoio adriatico - la linea veloce dei trasporti che dovrebbe fare da alter ego alla linea tirrenica - è ancora fermo a Ravenna? Da questa situazione stagnante prendono spunto Abruzzo e Marche per la prima volta gemellate sul fronte dei trasporti ferroviari.
LA STRATEGIA. Gli assessori delle due regioni
Giandonato Morra (Abruzzo) e
Luigi Viventi (Marche) si sono incontrati ad Ancona per definire una strategia comune sia contro i recenti tagli effettuati da Trenitalia, sia soprattutto per le opere infrastrutturali da realizzare nel breve periodo e da sottoporre in un prossimo incontro al governo. Anche perché in questo modo, come hanno avuto modo di sottolineare i due assessori durante l'incontro, Abruzzo e Marche insieme hanno più probabilità di essere ascoltate. Una linea questa che spingerà l'assessore Morra ad incontrare presto anche il collega del Molise.
LE PROTESTE. Il paradosso infatti è sul dietrofront che Trenitalia ha fatto davanti alle proteste dell'Emilia Romagna sui tagli nell'orario invernale che hanno colpito anche Abruzzo e Marche. Numerose fermate sono state ripristinate nell'Emilia Romagna, ma non nelle Marche e in Abruzzo. Così i Frecciabianca continuano a sostare solo ad Ancona, saltando Pesaro e San Benedetto del Tronto, mentre in Abruzzo non si fermano a Pescara, Giul
ianova e Vasto. Gli InterCity hanno poi ridotto due corse e nella
fascia notturna non fermano più nelle Marche e in Abruzzo. Anzi,
addirittura a Pescara si fermano ma non fanno salire i
passeggeri.
LE INFRASTRUTTURE. «Dobbiamo affrontare il potenziamento
dell'Adriatica, senza le fermate cancellate è una linea monca, che
non serve al territorio e allo sviluppo economico, sono scelte che
non comprendiamo sotto il profilo della razionalità», dicono i due
assessori. «Una programmazione ferroviaria oculata non può seguire
la politica del "canguro", saltando in maniera scriteriata realtà
importanti come Pesaro, San Benedetto del Tronto, Pescara,
Giulianova e Vasto», rimarca Viventi. «Abruzzo e Marche chiedono di
essere ascoltate dal governo, sollecitano un incontro perché hanno
argomenti validi da portare al confronto istituzionale», aggiunge
Morra che torna a parlare della Macroregione adriatico ionica:
«Un'inziativa tesa a favorire l'integrazione economica e sociale
con i Paesi transfrontalieri, un obiettivo che stride con la
constatazione che l'Alta velocità si ferma a Ravenna. La crescita
dell'Europa non può prescindere da un analogo potenziamento delle
infrastrutture».
LE RICHIESTE. Le Marche vogliono che Trenitalia ripristini
una coppia di Eurostar verso la capitale (partenza da Ancona alle
11,13, rientro da Roma alle 19.32). L'Abruzzo da parte sua si gioca
la carta Sangritana, la società ferroviaria regionale: «Abbiamo
chiesto a Trenitalia la concessione della linea Vasto-Bologna, ci
hanno risposto offrendoci la Vasto-Arcoveggio che non è la stessa
cosa. Noi», riprende Morra, «vogliamo avere la possibilità di
collegarci con i treni per Milano e il Frecciarossa». Un
collegamento già sperimentato in occasione del Motorshow di Bologna
2001 con l'attivazione di treni che sono partiti da Vasto.
L'assessore ricorda anche come Sangritana abbia allestito 63 treni
merci per il trasporto in Abruzzo delle barbaietole
dall'l'Interporto delle Marche. Un progetto che avrà un seguito.
Sangritana infatti sta per aprire un ufficio di rappresentanza
nell'infrastruttura marchigiana.
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18 gennaio 2012