di Gian Paolo Coppola
Alfredo Castiglione attuale vice presidente della giunta regionale
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PESCARA. Consulenze al posto delle mazzette. Incarichi per mascherare le tangenti. La nuova frontiera della corruzione - con il tradizionale contorno di appalti truccati e assunzioni clientelari - fa rituffare l'Abruzzo indietro di tre anni perché riporta a galla personaggi già picconati da altre inchieste.
Lamberto Quarta, anzitutto, ex braccio destro di
Ottaviano Del Turco, arrestato ieri con altre sei persone tra funzionari della Regione e vertici della Ecosfera, la società di consulenza che gestisce il progetto europeo Ipa Adriatico per l'Abruzzo.
Ma, in base alle indiscrezioni, anche
Luciano D'Alfonso, che sarebbe indagato per corruzione ancora una volta da ex sindaco Pd, a 37 mesi dall'arresto che ne ha stoppato bruscamente la carriera politica: avrebbe assicurato una consulenza con Ecosfera a
Massimo Luciani (Pd) subito dopo essere stato rieletto. E ancora: sarebbe coinvolto anche
Camillo Cesarone, ex capogruppo del Pd in consiglio regionale, sott'inchiesta perché avrebbe informato Quarta della nuova indagine a suo carico. Ma c'è anche la politica di oggi:
Alfredo Castiglione, vice presidente Pdl della giunta regionale Pdl, ritenuto lo sponsor politico dell'imprenditore
Corrado Troiano (ai domiciliari) della Cyborg srl.
Inchiesta multicolore, targata L'Aquila ma portata a termine dalla squadra mobile di Pescara, che tira in mezzo personaggi di centrodestra e di centrosinistra. E che parte da un'
indagine molto più grande, l'inchiesta Sanità. E da una consulenza
sospetta, quella da 72 mila euro l'anno che Quarta ottiene con
Ecosfera il 27 dicembre 2008, cinque mesi e mezzo dopo il suo
arresto, quando l'ex segretario generale della presidenza della
giunta regionale si trova - dal 13 ottobre precedente - ancora agli
obblighi di dimora, dopo avere ottenuto i domiciliari l'11
agosto.
La Mobile scava e scopre un'attività di intermediazione da parte
di Quarta tra imprenditori, politici e funzionari pubblici per
consentire alla Ecosfera di ottenere importanti commesse pubbliche,
attraverso condizionamento di gare di appalto e conseguimento delle
cosiddette "estensioni" di appalti già aggiudicati.
Nel mirino, soprattutto la gara concernente la valutazione
dell'Ipa, che la Ecosfera si sarebbe aggiudicata per un milione di
euro, mentre alla Cyborg srl di Troiano sarebbe stata attribuita
una commessa di circa centomila euro per la realizzazione di un
software in grado di gestire la cosiddetta valutazione del Por Fesr
(Programma operativo regionale 2007-2013 - Fondo europeo Sviluppo
regionale).
Il tutto sarebbe avvenuto grazie all'accordo tra Quarta e
Vanna Andreola (arrestata), dirigente del servizio
internazionale della Regione. La contropartita? Secondo il gip
dell'Aquila
Marco Billi, che ha fatto proprie le
richieste del pm
Antonietta Picardi, le consulenze
per il marito della Andreola
Michele Galdi (ai
domiciliari), di cui una da 6 mila euro al mese per 9 mesi con la
Welfare Net, società correlata alla Ecosfera; e assunzioni di
giovani indicati dalla stessa funzionaria regionale. La Andreola è
passata ieri in poche ore dal carcere ai domiciliari, a Salerno,
per assistere un congiunto. Quarta è in cella (a Chieti) al pari di
Duilio Gruttadauria (ad Avezzano) e
Anna
Maria Teodoro (a Teramo), moglie e marito, a capo della
Ecosfera.
Ma che cosa c'entra la srl romana con D'Alfonso? La società di
consulenza specializzata nella progettazione e valutazione di
programmi di investimento per lo sviluppo del territorio è un
gigante del settore, con decine di clienti istituzionali, enti e
ministeri, regioni, province e comuni, oltre che privati. In
Abruzzo, tra l'altro, si è procacciata lavori per la progettazione
e gestione di un parco fotovoltaico ad Atessa, a Penna Sant'Andrea.
Ma si è occupata anche del piano regolatore del porto di Pescara.
Nel 2008, pochi mesi dopo essere stato eletto per la seconda volta
sindaco, la Ecosfera ottiene da D'Alfonso di effettuare - per circa
50 mila euro - uno studio della rilevanza socioeconomica del Prg
portuale. E' solo una parte dell'intero procedimento, ma è
sufficiente a far scivolare di nuovo l'ex sindaco sul registro
degli indagati. Perché il do ut des, secondo la procura, sarebbero
le consulenze svolte da Luciani per la stessa società. L'incarico
come tangente.
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17 gennaio 2012
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