di Laura Venuti
PENNE. Sette arresti, mille e quattrocento chili di rame recuperato. Sono i numeri delle due operazioni messe a segno nella notte tra domenica e lunedì dai carabinieri delle compagnie di Penne e Popoli, che hanno fermato due differenti gruppi di ladri di rame. Più rocamboleschi gli arresti effettuati dai militari del capitano
Massimiliano Di Pietro a Penne. I militari nella notte tra sabato e domenica si sono appostati fuori dall'impianto fotovoltaico della R.P. Energy e hanno sorpreso quattro persone che stavano portando via 1.200 kg di cavi di rame.I quattro hanno cercato di scappare sulla loro Renault Megane, ma non si sono limitati a questo. L'uomo che era alla guida ha cercato di speronare la gazzella dei militari, poi ha provato a investire i carabinieri. Nel fare tutte queste manovre, però, ha perso il controllo dell'auto ed è finito contro un muro. I quattro hanno anche aggredito due militari, che sono rimasti feriti in modo lieve. Alla fine, però, i carabinieri sono riusciti a bloccarli e arrestarli. I militari sono anche riusciti a recuperare tutta la refurtiva: 1.200 kg di cavi di rame, che potevano coprire una lunghezza di 2 km e che valevano circa 40 mila euro. I carabinieri hanno anche sequestrato attrezzi da scasso e passamontagna presumibilmente usati dai ladri. In manette sono finiti quattro stranieri, tre romeni e un bulgaro. Sono
Florinel Dinu, 28 anni, Marius Coman, 27 anni,
Razvan Barbus, 26 anni, e il bulgaro
Georg Karadzhov, 26 anni. Sempre nella notte tra sabato e
domenica una seconda banda di ladri di rame ha portato via una bobina da circa 200 kg dalla centrale Enel di Piano D'Orta. Anche questi tre, due pescaresi e un romeno, sono stati poco fortunati. Perchè poco dopo aver messo a segno il furto sono incappati in un posto di blocco fatto dai carabinieri del Nucleo Radiomobile della compagnia di Popoli. Gli uomini del capitano
Pasquale Del Giudice hanno bloccato il furgone Renault su cui viaggiavano i tre per un normale controllo, ma quando hanno chiesto i documenti all'uomo che guidava lui ha iniziato a tremare. I militari a quel punto si sono insospettiti, hanno chiesto ai tre di aprire il portellone posteriore del furgone. E lì hanno trovato una bobina da 200 kg di cavi di rame, una tronchesi e vari altri attrezzi da scasso, oltre a diverse paia di guanti. I carabinieri ci hanno messo poco a capire che quella roba era stata rubata alla centrale Enel di Piano D'Orta. E ad arrestare padre e figlio pescaresi,
Adriano Ferri, 49 anni, e
Samuele Ferri, 19 anni, e il romeno
Valentin Isaic, 29 anni. I tre sono stati processati per direttissima e condannati ieri mattina. Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per Adriano Ferri e l'obbligo di presentazione ai carabinieri per gli altri due.
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17 gennaio 2012
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