PESCARA. Il presidente della Regione
Gianni Chiodi dice spesso che la sua è una politica impopolare perché orientata al rigore. Non meraviglia dunque che nella classifica del gradimento elettorale dei governatori stilata da Ipr Marketing per il Sole 24 ore sia in ultima posizione in compagnia del collega della Sardegna
Ugo Cappellacci. Rispetto allo scorso anno Chiodi perde un punto percentuale scendendo al 46% e a -2,8 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2008 (quando, va ricordato, votò poco più del 50% degli aventi diritto).
Nessun commento ieri dalla Regione. «Un'umiliazione per l'Abruzzo» è invece il giudizio del segretario regionale del Pd
Silvio Paolucci: «Il presidente-commissario ormai ha fallito, gli abruzzesi lo bocciano ogni volta che possono. Le partite che controlla al 100 per cento, ovvero sanità e ricostruzione, sono i veri talloni d'Achille di questa esperienza amministrativa e anche laddove aveva solo nelle intenzioni avviato un percorso partecipativo, come sull'economia e sul Patto per lo Sviluppo, in realtà ha puntato ad una gestione monocratica e finora del tutto fallimentare».
Per il capogruppo del Pd in Consiglio regionale
Camillo D'Alessandro «Chiodi è ormai un capitolo chiuso per gli abruzzesi. Si possono vincere le elezioni per caso, ma non si governa a caso. Ciò vale oggi per Chiodi, ma è lezione che riguarda tutti».
Preoccupato il commento del segretario regionale della Cgil
Gianni Di Cesare: «Chioha
troppi incarichi, e per questo dedica poco tempo al consiglio
regionale che è il luogo deputato al confronto».
PROVINCE Decisamente soddisfatto è il compagno di partito
di Chiodi,
Antonio Del Corvo, presidente della
Provincia dell'Aquila, che è primo tra i presidenti abruzzesi di
Provincia. Del Corvo è 23º con il 59% dei consensi ma soprattutto
con una crescita del 6% sul 2010 e del 5,6% sul risultato
elettorale. «È un dato che ci fa piacere», ha commentato Del Corvo,
«perché significa che stiamo facendo un buon lavoro, considerando
che non sono ancora trascorsi due anni dall'insediamento a capo di
una provincia, sicuramente non semplice da amministrare».
Non va male a
Enrico Di Giuseppantonio,
presidente della Provincia di Chieti che risulta 37º col 57%, in
crescita del 3% rispetto al 2010 e dell'1,3% sul risultato
elettorale: «Eravamo l'unico ente in Italia in predissesto grazie
all'eredità del passato», commenta Di Giuseppantonio, «il consenso
premia la politica di rigore e l'impegno specie nell'affrontare le
vertenze occupazionali e i problemi degli "ultimi"». Al 50º posto
si classifica
Guerino Testa, al 55,5% di
gradimento, in aumento rispetto al 2010 di 1,5 punti e di 2,2
rispetto alle elezioni.
Ultimo posto per il presidente della Provincia di Teramo,
Valter Catarra, con il 47%, in discesa di 1 punto
rispetto al 2010 e di 3 punti rispetto al risultato delle
elezioni.
COMUNI. Tra i sindaci non si lamenta il primo cittadino di
Chieti
Umberto Di Primio, primo tra gli abruzzesi,
22º con il 57%, ma il 3 per cento in meno rispetto al 2010 e il 4,4
in meno se si confronta il dato attuale con quello delle elezioni.
Al 29º posto
Maurizio Brucchi e
Massimo
Cialente, sindaci rispettivamente di Teramo e L'Aquila. Il
primo ha il 56% con il 2% in più, mentre il secondo, che si prepara
al voto di primavera, scende del 6% rispetto al 2010, ma cresce del
2,8% rispetto alle passate elezioni.
Ultimo il sindaco di Pescara
Luigi Albore Mascia,
all'89º posto con il 48% e un -2% rispetto al 2010 e un 6,5% in
meno rispetto alle elezioni. Per
Armando Foschi,
vicecapogruppo Pdl a Pescara: «Le città si governano con atti e
fatti concreti, non certo con le classifiche di gradimento».
(cr.re.)
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17 gennaio 2012