Assunzioni clientelari, 7 arresti in Abruzzo
Indagati anche D'Alfonso e Castiglione

Coinvolto anche Cesarone. Inchiesta su appalti europei della Regione, corruzione attraverso consulenze e assunzioni clientelari. In carcere per tangenti Quarta, ex segretario di Del Turco, ai domiciliari Andreola

    di Gianpaolo Coppola PESCARA. La Squadra Mobile di Pescara, sotto la direzione della Procura della Repubblica di L'Aquila ha dato esecuzione a sette misure cautelari emesse dal gip del Tribunale dell'Aquila Marco Billi nei confronti di sette persone. Sono indagati a vario titolo per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, falso in atti pubblici e occultamento di atto pubblico. Tra gli arrestati spicca il nome di Lamberto Quarta, al secondo arresto nel giro di meno di 5 anni. All'epoca della Sanitopoli abruzzese che decapitò il governo Del Turco, era di fatto uno dei potenti della Regione. Come segretario generale della presidenza della Giunta era il braccio destro dell'ex governatore. A finire in manette anche un altro nome eccellente: si tratta di Vanna Andreola, dirigente del Servizio Attività Internazionali presso la Regione Abruzzo. Tra gli indagati ci sono anche Camillo Cesarone, ex capogruppo del Pd in Consiglio regionale d'Abruzzo, già coinvolto nella Sanitopoli abruzzese, e l'ex sindaco di Pescara Luciano d'Alfonso.

    Il vicepresidente della giunta regionale Alfredo Castiglione, contattato dal Centro, ha preferito non rispondere alle domande. "Mi hanno detto... ma non so di che cosa si stia parlando. Ignoro tutto", ha detto. "Con la Andreola hanno rapporti più di un assessorato, ed è ovvio che la conosco. So solo che come assessorato abbiamo presentato 3 progetti Ipa e ce li hanno respinti. E so anche che io i vertici di Ecosfera, fisicamente non li conosco, non so chi sono materialmente. Sono quindi curioso di sape
    re di che eventualmente mi si accuserebbe. Dico che si tratta di una gara d'appalto che abbiamo ereditato dalla Giunta Del Turco".

    Anche Luciano D'Alfonso nega qualsiasi coinvolgimento: "Da qualche ora sento girare il mio nome, ma non ho la più pallida idea del motivo per il quale io possa essere tirato in ballo in una vicenda della quale non so assolutamente nulla. Ho chiesto al mio avvocato Giuliano Milia (ndr, difensore di Lamberto Quarta) se le voci corrispondano al vero, ma anche lui ha detto che non gli risulta il mio coinvolgimento. Lo trovo giusto perché non ho mai avuto nulla a che fare con queste tematiche"

    GLI ARRESTI. Questi i nomi delle persone arrestate dalla squadra mobile del capoluogo adriatico, diretta da Pierfrancesco Muriana: Duilio Gruttadauria, 61 anni, domiciliato a Carsoli, presidente del consiglio d'amministrazione e socio della società Ecosfera, Gruppo spa con sede a Roma; la moglie Anna Maria Teodoro, 59 anni, socio della società Ecosfera Gruppo spa; Lamberto Quarta, 56 anni, domiciliato a Francavilla al Mare (Chieti), consulente della società Ecosfera Gruppo spa 3 volto noto del mondo politico abruzzese, Giovanna Andreola, detta "Vanna", 54 anni, residente a L'Aquila, dirigente del Servizio Attività Internazionali presso la Regione Abruzzo; il marito Michele Galdi, 56 anni; Corrado Troiano, 47 anni, socio della società Cyborg srl con sede a Chieti; Mario Gay, 58 anni, residente a Roma, componente commissione d'appalto servizio di valutazione in itinere del programma di cooperzione trasfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013.

    IL RUOLO DI CASTIGLIONE. Il nome del vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore allo sviluppo compare più volte nelle quasi 200 pagine dell'ordinanza. Secondo la procura Castiglione è il referente politico di uno degli arrestati: Corrado  Troiano, socio della società Cyborg srl con sede a Chieti. Il nome del vicepresidente della giunta regionale compare in relazione alla gara d’appalto dell’Oics (Osservatorio interregionale cooperazione allo sviluppo) che coinvolgeva l’u niversità dell’Aquila, del Molise e un ateneo albanese. In u’ intercettazione Troiano rassicura il suo interlocutore dicendo che “ è tutto pronto e predisposto” e di avere rassicurato un soggetto politico”. Questo soggetto secondo la procura è Castiglione che sarebbe persona interessata all’evoluzione del progetto.

    Nell'ordinanza il Gip scrive che sono emersi "interessi di natura privata che l'assessore perseguiva nella vicenda, consistente nel conseguimento di vantaggi in favore dell'associazione della convivente Marina Kozina". Si tratta di un intreccio di interessi dal quale "i protagonisti ricavano reciproche utilità", ed è da rilevare che la dirigente regionale "Vanna Andreola, evidentemente consapevole che l'influenza politica dell'assessore poteva facilitare l'accesso ai finanziamenti Ipa riguardo al progetto Sigesia sugli atenei in corso di elaborazione da parte di Cyborg, si adoperava per aiutare l'assessore tramite suo marito Galdi". Per questo il Galdi si recava in Albania in vista dell'imminente bando di gara dell'Ipa2.

    GLI INTERROGATORI. Già in giornata, negli uffici del palazzo di giustizia dell'aquila, sono cominciati gli interrogatori di alcune persone arrestate. Sono stati ascoltati Anna Maria Teodoro e il marito Duilio Gruttadauria, presidente e socio di Ecosfera, Che hanno rsiposto alle domande ma negato ogni addebito. È stato ascoltato anche Lamberto Quarta. I legali di quest'ultimo, Antonio Milia a Giandomenico Caiazza, hanno detto che leggeranno "con attenzione le carte" e hanno aggiunto: "Il nostro assistito è incredulo". Il Gip del Tribunale dell'Aquila, Marco Billi, dopo gli interrogatori fiume di oggi, ha concesso gli arresti domiciliari al dirigente del settore Politiche comunitarie della Regione Abruzzo, Giovanna Andreola, per la quale l'ordinanza, firmata dallo stesso Billi, relativa all'operazione "Caligola" prevedeva la detenzione in carcere. Andreola sarà ai domiciliari nella casa di origine a Salerno, mentre il marito, Michele Galdi, sarà nella casa aquilana dove risiedono i coniugi. Secondo quanto si è appreso, la decisione è stata presa perché l'anziana madre di Andreola versa in gravi condizioni di salute. Per il resto, il Gip ha rigettato tutte le istanze di scarcerazione o attenuazione delle misure di custodia presentate dai legali dei cinque indagati interrogati oggi.
    16 gennaio 2012
     
     

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