Area portuale, il progetto costa 50mila euro

Altro incarico esterno della giunta, affidato il lavoro a un gruppo di società

       PESCARA. La progettazione dell'area portuale di Porta Nuova costa al Comune quasi 50mila euro. Questo perché la giunta Mascia, anziché utilizzare i tecnici dell'ente, ha deciso di affidarsi, per l'ennesima volta, a collaboratori esterni. E' stata chiamata un'associazione temporanea d'impresa, composta dalle società Stanghellini, Creta, Salmoni, Oikos, per la redazione del cosiddetto Pp2.  Si tratta del Piano particolareggiato di una delle zone più importanti di Pescara. Al suo interno sono inserite aree di pregio, come l'ex Cofa, il futuro comando provinciale della guardia di finanza, gli ex serbatoi di Di Properzio, il porto turistico. Decine di ettari su cui i grandi costruttori hanno già messo gli occhi da tempo. Ma la speculazione edilizia non è ancora riuscita ad arrivare lì, perché è un'area vincolata al Piano particolareggiato. In pratica, sarà il Comune a decidere cosa farci. La zona è stata suddivisa in tre sub-ambiti: l'area golenale, inedificabile; quella che va da via Doria a via Magellano, dove sono previsti uffici e attività commerciali; l'ex Cofa, dove nasceranno servizi e alberghi.  La studio di fattibilità è stato già realizzato dalla stessa associazione temporanea d'impresa (Ati) che ora è stata chiamata a redigere il Pp2. «Ci siamo rivolti a società specializzate», ha spiegato l'assessore all'urbanistica Marcello Antonelli, «perché il nostro settore ha solo tre tecnici, tra l'a
    ltro, tutti impegnati a realizzare Piani di zona, il Piano particolareggiato 7 e il parco fluviale».  L'amministrazione comunale dovrà, quindi, sborsare 49.958 euro per far elaborare il Pp2, che rappresenta la fase successiva allo studio di fattibilità. Un finanziamento statale copre interamente la spesa della progettazione. Il Comune, infatti, ha beneficiato tempo fa di un'erogazione di 245.000 euro da parte del ministero delle Infrastrutture, nell'ambito del progetto pilota chiamato «Supporti strumentali all'incentivazione delle forme innovative di partenariato pubblico-privato nei processi di trasformazione urbana sostenibile». Grazie a questi soldi, l'amministrazione ha deciso di procedere con l'affidamento diretto all'ati perché «in possesso», è scritto nella determina di spesa, «dei requisiti di idoneità morale, capacità tecnico-professionale ed economica dimostrata in sede di svolgimento delle attività e dell'adempimento contrattuale». Resta il fatto che l'amministrazione comunale continua a dispensare incarichi, consulenze e contratti di collaborazione a soggetti esterni. Nel giro di due anni sono stati spesi oltre 300mila euro in consulenze.

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    16 gennaio 2012
     

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