di Claudia Ficcaglia
PICCIANO. La sua Picciano era lì ad aspettarlo per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio. Si sono svolti ieri, nella chiesa madre del suo paese natale, i funerali del professor
Franco Di Silverio, l'urologo di fama internazionale morto per un malore nella sua abitazione romana all'età di 74 anni. Una folla silenziosa e commossa ha accompagnato il feretro dalla sua casa di Picciano vicino al Museo delle arti e tradizioni contadine, un'istituzione che lui stesso ha fondato come atto d'amore verso la sua gente e la sua terra d'origine. In tanti, oltre ai cittadini di Picciano, sono giunti da altre parti d'Abruzzo per rendergli omaggio, senza clamori, com'era nel suo stile. Il corteo funebre ha attraversato le vie del centro preceduto dal gonfalone municipale, in segno di profondo rispetto verso un uomo che al proprio paese ha dato molto. Non c'erano fiori, nessun manifesto e neanche il suono delle campane. E'stata questa la volontà dei suoi familiari, della moglie Nessie e del figlio Luca. Alla cerimonia funebre, sobria e composta, hanno partecipato oltre a tanti suoi colleghi medici, anche il sindaco
Vincenzo Catani, il prefetto
Vincenzo D'Antuono e il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello
Marcello Galanzi. C'erano anche molti sindaci e amministratori locali della zona vestina che in Di Silverio hanno trovato sempre un punto di riferimento culturale, non solo per la sua indubbia competenza in campo scientifico, ma anche per l'attenzione rivolta al territorio grazie al suo instancabile
mecenatismo. «Con la scomparsa del dottor Di Silverio», commenta il sindaco Catani, «Picciano perde un grande luminare, ma soprattutto un grande uomo che ha amato profondamente la sua terra e l'ha fatta conoscere nel mondo attraverso il Mutac, una struttura tra le più ampie e importanti di tutta la regione. Quando avremo ultimato i lavori intitoleremo la scuola elementare alla sua memoria».
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15 gennaio 2012
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