Pescatori a Ortona ma non c'è posto

La marineria protesta e lascia il porto, due barche bloccate nel fango

    di Paola Toro  PESCARA. Partono che non è ancora sorto il sole, come del resto fanno tutti i giorni, gli armatori di Pescara. Quella di ieri, però, non è una giornata qualunque: se ne vanno a Ortona, in sessanta e in fila indiana per protestare. A Pescara, invece, si svolge una riunione per chiarire come fare le controanalisi sui fanghi: sarà l'Ispra a decidere se le procedure utilizzate sono adeguate oppure no.  Stavolta, non escono all'alba per pescare ma per protestare, allo stremo delle forze, cercando un porto migliore. A Ortona trovano le istituzioni, a cominciare dal sindaco Nicola Fratino: si sfogano, proprio non ce la fanno più. A Ortona, però, non c'è posto per tutti, e lasciare tutte le barche lì potrebbe essere rischioso. Così, già in mattinata gli armatori tornano a Pescara, ma questa volta via terra. E stazionano davanti alla prefettura presidiata dalla polizia per ore e ore, per poi ascoltare la risposta di «avere ancora un poco di pazienza». Così, tornano a Ortona a riprendere i pescherecci e rientrano a Pescara. CORTEO. Nel primo pomeriggio, in porto, riprende la sfilata delle imbarcazioni. Ma non tutte riescono a entrare immediatamente: due prendono una secca e restano incastrate. La prima, Lupetto di Paolo Masciarelli, deve essere aiutata da un'altra barca per liberarsi dal fango, mentre la seconda, Libero, riesce subito ad uscire dal fondale in cui si è incagliata. «Avrà fiducia nelle istituzioni ancora per qualche
    giorno», dice la marineria pescarese mentre qualcuno urla: «Qua la gente si sta a morire di fame». PREFETTURA. Nel palazzo della Provincia, mentre qualche armatore all'esterno lancia fumogeni, discutono il commissario Guerino Testa, il sindaco Luigi Albore Mascia, il prefetto Vincenzo D'Antuono, il comandante della Capitaneria di porto Luciano Pozzolano, il direttore dell'Arta Mario Amicone, il capitano dei carabinieri del Noe Florindo Basilico, i tecnici dell'Ispra, i tecnici della Provincia. C'è da chiarire il metodo per le controanalisi sui fanghi da smaltire, e la risposta arriva dopo circa due ore: sarà l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale a decidere quale sia la procedura più adatta per condurre le analisi. Esaminerà il metodo dell'Arta, e poi quello del laboratorio di Brescia che lavora per la procura dell'Aquila. Al termine di questi accertamenti l'Ispra capirà quale delle due procedure è idonea e un responso è atteso per mercoledì della prossima settimana. Nel caso in cui entrambe dovessero risultare idonee si procederà ad un secondo step. L'Ispra fornirà sia all'Arta che al consulente della procura un campione cieco, di cui solo l'Ispra conosce il contenuto, da analizzare con la stessa procedura usata per il materiale di dragaggio. In base al risultato fornito l'Ispra chiarirà quale delle dei due utilizza la metodologia idonea allo scopo.  «Entro 15 giorni», commenta Testa, «saremo in grado di chiarire tutti i dubbi. Chiedo a tutti di avere ancora un po' di pazienza e anche di essere ottimisti perché il dragaggio potrebbe riprendere esattamente con la stessa procedura intrapresa il 12 dicembre scorso, poi bloccata dalla magistratura. Se così non dovesse essere seguiremo un iter diverso. Non mi fermo qui». COMMENTI. «In attesa che salti il tappo della diga foranea», commenta il consigliere del Pd Enzo Del Vecchio, «oggi è saltato il tabù di un impossibile tavolo di dialogo tra organi dello Stato: quello giudiziario e quello amministrativo». Per Moreno Di Pietrantonio, «dopo l'abbandono della nave Pescara Jet anche la nostra flotta di pescherecci ha dovuto abbandonare il Porto di Pescara. Ennesima umiliazione per la nostra città». «Di Pietrantonio non ascolta», risponde il vicecapogruppo Pdl Armando Foschi, «la richiesta della marineria di non strumentalizzare la grottesca vicenda del dragaggio. Ci chiediamo come mai quella demagogia non l'abbia fatta quando pochi giorni fa ci ha chiesto di poter partecipare al vertice con la Regione Abruzzo sull'emergenza dragaggio, di sedere al tavolo del centrodestra». «Esprimo solidarietà ai pescatori per la sofferta decisione di abbandonare il porto», commenta la consigliera provinciale Idv Antonella Allegrino, «al dolore si associa forte indignazione per l'assoluta incapacità di gestire in maniera competente il dragaggio porto canale».

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    14 gennaio 2012
     

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