Pd: i manager Asl spieghino gli atti aziendali

I consiglieri regionali chiedono l'audizione urgente dei direttori generali D'Amario, Varrassi, Zavattaro e Silveri: "Verifica urgente in commissione sanità per evitare altri danni alla sanità"

      PESCARA. Il Pd chiede l'audizione urgente dei quattro manager delle Asl abruzzesi, nella commissione sanità del consiglio regionale e copia degli Atti aziendali. La richiesta è stata formulata, ieri, dai consiglieri regionali del Partito democratico, Giovanni D'Amico, Claudio Ruffini e Marinella Sclocco, secondo i quali «è urgente un confronto e l'esame degli atti, soprattutto in virtù della recente bocciatura dell'atto aziendale della Asl di Chieti».

    La Asl di Chieti-Lanciano-Vasto deve vedersela con il no della Regione (Ufficio direzione politiche della salute) che, in un documento circolato, mercoledì scorso, aveva bocciato 18 su 54, un terzo delle unità operative complesse (Uoc) previste dall'Atto aziendale. L'ufficio tecnico regionale preposto all'analisi dei programmi delle Asl aveva applicato nella sua nota, datata 9 gennaio, le prescrizioni contenute nelle Linee guida e nel Documento tecnico dell'ufficio del commissario. Il manager Zavattaro aveva, però, ammorbidito i termini del confronto con la Regione: «Non c'è stata alcuna bocciatura e non siamo stati nemmeno rimandati a settembre. Sull'atto aziendale alla Regione dovremo solo fornire alcuni chiarimenti non appena ne sarà fatta formale richiesta».

    «L'atto aziendale», aveva aggiunto Zavattaro, «è uno strumento di autodeterminazione che in quanto tale non è soggetto a approvazione, e va inviato in Regione per il parere di conformità alle linee guida emanate in materia». E' da questo caso, dunque, che muove la richiesta dei tre con
    siglieri del Pd, che compongono la commissione presieduta da Nicoletta Verì (Pdl), i quali invocano «un confronto urgente per chiarire, comprendere ciò che sta accadendo nelle singole realtà della nostra regione in materia di sanità».

    I manager in questione sono Francesco Zavattaro, della Asl di Chieti-Lanciano-Vasto, Claudio D'Amario, di Pescara, Giustino Varrassi, di Teramo, e Giancarlo Silveri, di Avezzano-Sulmona-L'Aquila.

    «E' nostra intenzione», aggiungono D'Amico, Ruffini e Sclocco, «scongiurare qualsiasi intralcio al risanamento della sanità in Abruzzo anche attraverso la valutazione degli atti aziendali che, se non conformi alle direttive del commissariamento, potrebbero produrre altri danni ad un sistema sanitario già gravemente compromesso».

    «Purtroppo», proseguono i tre consiglieri reginali del Partito democratico, «il diritto costituzionale alla salute nella nostra regione non è garantito. Lo dimostrano gli esodi di pazienti e professionalità verso luoghi dove curarsi è appunto un diritto ed espletare al meglio la professione medica è un valore. Per questo esamineremo con attenzione gli atti aziendali licenziati dalle rispettive Asl e terremo monitorate le azioni amministrative che da esse scaturiranno». «E' un nostro preciso dovere in qualità di consiglieri eletti in questa regione», concludono i tre esponenti dell'opposizione, «consiglieri scelti da cittadini che sempre più vedono taglirsi addosso servizi essenziali e caricati contestualmente di oneri fiscali sempre più pressanti».

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    14 gennaio 2012
     

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