di Antonio De Frenza
PESCARA. Il Bilancio 2012 non è ancora pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione e già la maggioranza si prepara a modificarlo. Martedì arriverà in commissione un disegno di legge firmato Venturoni-Di Matteo-Federica Chiavaroli che cancella due articoli del testo.
La prima norma che il Pdl vuole cancellare è l'articolo 63 (l'emendamento presentato da
Maurizio Acerbo, Rifondazione), "Disciplina delle misure di pubblicità dell'Autorità competente in materia di valutazione ambientale"; la seconda norma è l'articolo 39 che istituisce una struttura speciale della Regione per le "Relazioni internazionali, comunitarie e delegazione a Bruxelles".
Per
Emiliano Di Matteo, vicepresidente del gruppo Pdl, si tratta di modifiche «sollecitate dagli uffici», perché «nella fretta di approvare il Bilancio e di concordare gli emendamenti sono state inserite norme che rischiavano di compromettere la funzionalità di alcuni settori regionali. Possiamo dire che la rappresentazione degli emendamenti da parte di chi li ha proposti non corrispondeva agli effetti che avrebbero causato una volta applicati. Ci siamo insomma accorti che quelle norme non avrebbero dato gli effetti sperati».
Spiega la consigliera
Federica Chiavaroli: «Per quanto riguarda la Struttura speciale per le relazioni internazionali, non era certo nelle nostre intenzioni aumentare i costi del personale con l'istituzione di una nuova direzione, per questo ne chiediamo l'abolizione. Quanto al provvedimento
sul comitato Via, noi pensavamo si trattasse solo di una norma per
rendere pubblici gli atti, ma quando gli uffici hanno letto
l'articolo hanno sostenuto che avrebbe modificato la procedura
attraverso cui opera il comitato. La norma approvata infatti
richiede istruttori esperti e qualificati che oggi la Regione non
ha. Dunque dovremmo affidare il compito ad altri soggetti
attraverso consulenze che avrebbero costi molto elevati».
I dubbi degli uffici potrebbero dunque spiegare il ritardo con cui
il testo del Bilancio è stato promulgato e inviato al Bura (le
carte sono uscite lunedì dall'ufficio di Chiodi ma il testo non è
ancora on line). E suggerisce che l'accordo maggioranza-opposizione
raggiunto sul testo del documento ha i giorni contati. Oltre al
disegno di legge della maggioranza, il Fli con il capogruppo
Berardo Rabbuffo, ha già annunciato una ulteriore
proposta di legge per modificare l'articolo 29 che sottomette le
nuove concessioni in materia estrattiva all'approvazione del piano
regionale cave. Su questa iniziativa si sono già pronuncianti
favorevolmente ambienti di Confindustria.
Mantiene però la guardia alta il vicepresidente Pd del Consiglio
Giovanni D'Amico, il primo e l'unico a denunciare
il ritorno del «partito della spesa», o, meglio, il «riattivarsi di
quella consociazione che consente di firmare emedamenti di tutte le
parti politiche», spiega D'Amico, con pericoloso aggravio per i
conti della Regione. D'Amico martedì vedrà l'assessore al Bilancio
Carlo Masci per chiedergli «di fare un lavoro
sinergico, in modo che quando ci sono misure che prevedono oneri di
spesa l'assessore venga in commissione in via formale a legittimare
la spesa».
D'Amico chiederà anche a Masci di non giocare troppo sul doppio
ruolo assessore-consigliere, quello che gli ha permesso di firmare
l'emendamento per il finanzamento della Stella Maris di
Montesilvano (500mila euro di finanziamento), e di non trincerarsi
dietro l'autonomia del consiglio per evitare di andare in
commissione. «Il vincolo di bilancio è di natura costituzionale»,
dice D'Amico, «e la Regione non ha l'autonomia per svincolarsi. Se
Masci firma emendamenti di spesa nella sua doppia funzione di
assessore e Consigliere rende tutto precario. Ci vuole invece
coerenza. Quest'anno si è derogato per pochi milioni di euro ma si
comincia da lì e non si sa dove si va a finire».
In realtà si è derogato poco perché questo è un bilancio
quaresimale, con pochissime risorse. Ed è un bilancio che ha deluso
soprattutto le aspettative delle imprese. L'unica misura prevista
per il mondo produttivo riguarda il fondo di dotazione delle
imprese turistiche che viene finanziato per 2 milioni 800mila euro
(si tratta però di una cifra «presuntiva»). È questa la ragione che
ha spinto Cna, Confartigianato e Confesercenti ad autosospendersi
dal Patto per l'Abruzzo. Proteste ci sono levate anche per
l'inserimento di un emendamento voluto fortemente dall'assessore
all'Agricoltura
Mauro Febbo, che apre l'accesso ai
contributi per i confidi anche a strutture che hanno sede legale
fuori regione ma sedi operative in Abruzzo.
Da segnalare infine in questo bilancio l'articolo 56 che completa
la revisione della disciplina sul vitalizio dei consiglieri
regionali. Dopo aver abolito il vitalizio a partire dalla prossima
legislatura, i consiglieri hanno approvato l'articolo 56 del
Bilancio nel quale di stabilisce che «il diritto all'assegno
vitalizio e all'assegno di reversibilità è un diritto disponibile
del consigliere regionale», che ha di conseguenza «la facoltà di
rinunciare» all'assegno «qualora non sia ancora iniziata la
relativa corresponsione». In caso di rinuncia, stabilisce la norma,
il consigliere non dovrà più versare i contributi mensili per la
costituzione del fondo e potrà chiedere la restituzione di quelli
versati «rivalutati al saggio legale di interesse».
La norma è utile soprattutto ai giovani consiglieri che con un
unico mandato dovrebbero aspettare i 65 anni (invece dei 60 con due
e più mandati), per ottenere la pensione. Adesso potranno incassare
i contributi subito.
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14 gennaio 2012