di Antonio De Frenza
PESCARA. Hanno fatto l'alba per approvare il bilancio entro i termini e prendere (chi ha potuto) l'aereo o il treno per le vacanze di fine anno. Ma ad oggi, 13 gennaio, la Regione Abruzzo non ha ancora il Bilancio 2012. Dunque è tecnicamente in una situazione di "esercizio provvisorio", perché la legge non produce i suoi effetti, visto che non è stata promulgata nè pubblicata sul bollettino regionale Bura (lo scorso anno si verificò lo stesso problema: la legge venne promulgata il 9 e pubblicata il 15 gennaio).
In casi normali l'esercizio provvisorio viene autorizzato dal Consiglio regionale quando l'assemblea getta la spugna accorgendosi di non riuscire ad approvare il documento entro il 31 dicembre (l'autorizzazione prevede che le spese possano essere effettuate, per ciascun capitolo, nella misura di tanti dodicesimi quanti sono i mesi dell'esercizio provvisorio: dunque è un atto che ingessa un bilancio già ingessato). L'Emiciclo era però riuscito nel compito: aveva approvato un testo fortemente emendato e aveva creduto nella capacità delle proprie strutture tecniche di arrivare in tempi celeri sul Bura, rispettando l'ultimo articolo del testo che stabilisce l'entrata in vigore dal 1º gennaio 2012.
Dopo quasi due settimane di quel documento non c'è traccia. Un ritardo «inusuale» per il vicecapogruppo dell'Italia dei Valori
Cesare D'Alessandro: «L'intero Consiglio regionale la notte tra il 29 e il 30 dicembre, aveva responsabilmente accolto la richiesta di derogare ai termini previsti dalla legge, consentendo cos
ì che la pubblicazione avvenisse nei tempi più brevi possibili e
dare, quindi, certezze a tutti gli abruzzesi. Il Bura, da parte
sua, aveva ufficialmente indicato sul sito web istituzionale la
data di pubblicazione (l'11 gennaio) ma non è stato messo nelle
condizioni di onorare l'impegno assunto, considerando che gli
uffici ancora oggi non ricevono da Chiodi gli atti per la
pubblicazione».
Eppure la Regione è abituata a sforzi straordinari. Qualche anno
fa prima della maratona di bilancio andò in tilt la tipografia
della Regione. Un funzionariò si precipitò dall'Aquila a Pescara,
fece lavorare una copisteria durante la vigilia e l'intera notte di
Natale per preparare le copie dei documenti da distribuire ai
consiglieri.
Questa volta non è andata così. E nel momento in cui verrà
pubblicato, il Bilancio entrerà in vigore come una qualsiasi legge
ordinaria, cioè 15 giorni dopo, nel caso migliore dunque a fine
gennaio.
Le conseguenze? Misure importanti saranno efficaci in ritardo
rispetto al previsto. Alcuni esempi: in un emendamento alla
Finanziaria viene stabilito che per gli esami diagnostici e per le
visite specialistiche strumentali, il contributo dovuto dagli
assistiti non può superare «l'intero costo della prestazione
previsto dal tariffario nazionale». La norma evita che il ticket
superi il costo reale dell'esame e dunque avvantaggi le strutture
private. Doveva essere una misura in vigore dal 1º gennaio, come
stabilisce la legge, lo sarà in ritardo.
Un altro emendamento ha stabilito per le aziende idroelettriche un
aumento del canone da 27,50 a 35 euro per Mw prodotto. La misura
sarà ora applicata con ritardo e con relativo danno per le casse
della Regione.
E ancora: un emendamento dell'opposizione ha previsto il blocco
delle nuove concessioni di cave in attesa della redazione del piano
regionale. Di fatto, il blocco non è ancora in vigore. Infine la
questione della fusione delle società regionali di trasporto. Gtm,
Sangritana e Arpa avranno meno tempo per studiare il piano di
accorpamento: oggi non hanno ancora lo strumento legislativo per
muoversi. E il presidente
Gianni Chiodi dovrà
relazionare sul progetto in Consiglio «entro e non oltre» il 30
giugno.
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13 gennaio 2012