PESCARA. Invece di curarsi, rivendevano il metadone ritirato al Sert per acquistare eroina e cocaina. Se ne sono accorti i carabinieri di Tocco da Casauria che a poco a poco, insieme ai colleghi di Popoli e ai poliziotti di Chieti, hanno scoperto una rete di spacciatori che da Francavilla, passando per Pescara, portava la droga in Val Pescara fino a Sulmona. Ieri mattina, dopo otto mesi di indagini, tra gennaio e agosto del 2010, gli investigatori sono andati ad arrestarli. Dieci sono le misure cautelari emesse dal gip
Luca De Ninis del tribunale di Pescara su richiesta del pm
Valentina D'Agostino che ha coordinato le indagini portate avanti in sinergia (come hanno intitolato l'operazione) dai carabinieri di Popoli diretti dal capitano della compagnia
Pasquale Del Giudice e dal comandante del Nor
Donato Agostinelli con il dirigente della Mobile di Chieti
Francesco Costantini e l'ispettore della sezione antidroga
Licio D'Antuono (foto a destra). In carcere è finito
Elio Del Rossi, 56 anni, ex poliziotto pescarese che in zona stadio gestisce un'agenzia di scommesse e che nella sua casa di Francavilla (ritenuta una sorta di centrale operativa dello spaccio) era stato sorpreso durante le indagini con 110 grammi di cocaina insieme a quattro persone. Tra queste c'era anche il suo presunto braccio destro
Gezim Pica (32). L'albanese da ieri è sottoposto ai domiciliari a Pescara come l'altro albanese
Alim Dosti (26), residente ad Alanno e come
Adriano Mastracchio, puglies
e residente a Scafa (30), mentre un quarto, anche lui albanese, è ricercato. Secondo l'accusa Mastracchio, in collegamento con Gezim Pica che gli avrebbe fornito la droga, sarebbe uno dei principali pusher della zona tra Scafa e Alanno. Direttamente in contatto con il filone albanese collegato al pescarese Del Rossi, è a Mastracchio che i giovani in cura al Sert di Tocco (gli investigatori ne hanno contati una quindicina), secondo quanto riscontrato dai militari di Tocco diretti dal comandante
Marcello Santacroce, acquistavano la cocaina con i soldi ricavati dalla vendita illegale di metadone (10 i flaconi sequestrati). Tra questi, quattro da ieri sono sottoposti all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: il brasiliano
Augusto De Souza, residente a Scafa (21),
Algimiro Marulli, toccolano residente a Bolognano (30),
Antonello Clivio popolese residente a Scafa (37) e
Matteo Canestrale (agli obblighi di dimora), teramano residente anche lui a Scafa (31). Misure cautelari sono scattate anche per il fratello e la compagna di Adriano Mastracchio,
Massimo (30) residente a Scafa (obbligo di dimora) e
Annalisa De Chellis (presentazione alla pg), sulmonese (31) residente a Pacentro commessa in un centro commerciale: avrebbero spacciato hashish. Commenta il capitano Del Giudice: «È preoccupante che la somministrazione di metadone per il recupero dei tossicodipendenti diventi un espediente per acquistare droghe pesanti. Ci vorrebbero controlli maggiori da parte delle autorità sanitarie: quando si vedono richiedere quantitativi superiori al normale dovrebbero subito informare le forze dell'ordine».
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12 gennaio 2012
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