di Rosa Anna Buonomo
MONTESILVANO. Multe mai riscosse per 150mila euro. Sarebbe questo l'ammontare delle sanzioni alle prostitute che però le donne multate non hanno mai pagato. Lo denuncia l'associazione "Il Popolo di Montesilvano", che punta il dito contro il dilagare del fenomeno della prostituzione in strada, uno spettacolo «desolante che imbarazza i residenti». Nonostante le ordinanze antiprostituzione firmate dal sindaco
Pasquale Cordoma - la prima emanata nel 2008, l'ultima nel dicembre 2011 - la lotta al fenomeno appare sempre più in salita. «La situazione è rimasta invariata. Lo spettacolo è lo stesso e l'imbarazzo dei residenti resta costante», sostiene l'associazione. «Il programma elettorale di Cordoma prevedeva di contrastare la prostituzione, la criminalità e l'immigrazione clandestina. A oggi niente è cambiato, anzi». Il presidente dell'associazione
Lorenzo Silli rincara la dose e snocciola altri numeri. «L'ordinanza del 2008, che prevedeva una sanzione fino a 500 euro per i clienti e una di minore entità per le prostitute, non ha portato a nessun risultato concreto». Le somme mai riscosse ammonterebbero appunto a 150mila euro: «Un sacco di soldi a vuoto, il Comune non può e non potrà metterci le mani sopra. Sono soldi finti perché fino al 2010 sono state fatte 408 multe alle prostitute, ma nessuna ha pagato. Dal Comune sono partire 67 ingiunzioni di pagamento, ma anche in questo caso nessuna ha risposto all'i
nvito». Silli nutre dubbi anche sulla nuova ordinanza voluta da Cordoma: «Entreranno mai nelle casse comunali questi soldi? In base a un calcolo sugli annunci dei siti Internet, oggi la sola Montesilvano incide quasi la metà sull'intero mercato del sesso a pagamento dell'area metropolitana. Non è decoroso vedere le prostitute in strada o lasciare che esercitino la loro professione nei condomini, disturbando i residenti. Chiediamo alle forze dell'ordine più controlli. La città non si sente sicura». Per l'assessore al bilancio
Emidio Di Felice l'ammonatre delle multe non riscosse sarebbe inferiore, ma non fornisce cifre precise. «E' chiaro però», dice l'assessore, «che incassare i soldi delle sanzioni non è semplice, perché abbiamo a che fare con persone che non hanno nulla da perdere e che stanno qui una settimana, un mese, e che poi spariscono».
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11 gennaio 2012
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