Per la crisi vanno all'asta case, terreni e imprese

Cresce il numero delle famiglie in difficoltà: in vendita anche alberghi e ristoranti

    di Loris Zamparelli  PESCARA. Negli ultimi dodici mesi, al secondo piano, braccio civile del tribunale di Pescara, si verificano sempre più spesso code molto lunghe di avvocati o di cittadini privati (parti in causa), che depositano atti per le esecuzioni immobiliari, mobiliari o fallimentari, un fenomeno decisamente in crescita e che denota, se ancora ce ne fosse bisogno, lo stato di difficoltà economica e finanziaria vissuta dalle famiglie e dalle piccole imprese del Pescarese. All'asta finisce un po' di tutto, dai terreni agli appartamenti, dai ristoranti agli alberghi. Ma anche mobili e giacenze di magazzino. Attualmente, il tribunale della città, ha in vendita all'asta 202 beni immobili e 14 beni mobili. LE CAUSE. Come e perché si arriva a mettere all'asta beni mobili e immobili? Le cause sono diverse, per fare un esempio, in merito agli appartamenti, tra le principali troviamo la difficoltà delle famiglie a onorare le rate dei mutui aperti con gli istituti di credito per l'acquisto della casa. Per quanto riguarda le piccole imprese, il problema spesso è inerente la mancata copertura degli assegni e i pagamenti delle fatture verso i fornitori, i quali, non avendo altre strade si rivalgono sui beni del debitore. Accade anche quando una banca chiede di rientrare dal debito o dal fido contratto e, se non si è in grado di farlo nei tempi richiesti, l'istituto di credito può fare leva sui beni posti a garanzia. Le modalità sono diverse, ma la sostanza però, in definitiva è sempre la stessa:
    un bene proprio finisce all'asta quando manca il denaro per poter far fronte a coprire dei debiti o ad onorare un impegno o una scadenza finanziaria. Purtroppo, nel corso degli ultimi anni, a partire dalla crisi economica globale del 2008, questo fenomeno pare in forte crescita, con persone e aziende impotenti di fronte alla messa all'asta di cose e oggetti. L'ITER GIUDIZIARIO Quello della vendita all'asta è solo l'ultimo stadio di un processo che presenta vari fasi. Infatti prima di arrivare a una formale sentenza che obbliga al pignoramento e di conseguenza alla messa all'asta di beni mobili e immobili, si presenta primariamente un ingiunzione di pagamento, che può avere effetto immediato nel caso in cui abbia esecutività provvisoria, e avere una durata di quaranta giorni nell'eventualità che non sia provvisoria. Il decreto ingiuntivo, emesso dal giudice civile, ordina a un soggetto di pagare una somma a un altro. Dopo questa prima azione in mano al creditore per ottenere quanto dovuto dal debitore, c'è un secondo step, ovvero l'atto di precetto di pagamento con il quale si intima di onorare il debito entro dieci giorni dall'avviso. Andati a vuoto entrambi questi tentativi di recupero del credito, si arriva all'ultimo stadio rappresentato dal pignoramento, che altro non è che l'atto con il quale ha inizio l'espropriazione forzata del bene. LE ASTE. Dopo l'espropriazione forzata del bene, le strade possono essere due: o il creditore entra in possesso direttamente del bene con l'assegnazione o recupera il credito dopo la vendita all'asta. Le aste avvengono ogni mese con un prezzo base stabilito a seconda del valore dell'oggetto o della cosa, che può essere anche equivalente a zero. BENI IMMOBILI. Attualmente, nel palazzo di giustizia di Pescara, sono all'asta beni immobili per un totale di 202 unità, composti da alberghi, ristoranti, appartamenti, un' azienda agricola, capannoni e magazzini, complessi immobiliari e industriali, fabbricati, garage e cantine, locali commerciali, terreni e una villa. Insomma è possibile trovare un po' di tutto. A impressionare è l'alto numero di appartamenti, ben 84, che denota la difficoltà in questo periodo di crisi finanziaria a far fronte alle scadenze mensili dei mutui per l'acquisto delle case. Scorrendo la lista, disponibile sul sito del tribunale, si nota come la base d'asta parta da zero euro per alcuni appartamenti di San Valentino in Abruzzo Citeriore, mentre la cifra più alta è di 230 mila euro per la nuda proprietà di una casa in via Ronchi a Pescara. In vendita anche tre alberghi di Caramanico, Penne e Sant'Eufemia a Maiella, con prezzi da 221 mila euro fino a 1 milione 680 mila euro. A livello numerico, dopo gli appartamenti, si posizionano ventotto fabbricati sparsi sul territorio provinciale, con prezzi da 13 mila a 275 mila euro. Al terzo posto ci sono ventitré terreni. BENI MOBILI. Sono quattrordici i beni mobili in questo momento messi all'asta: un gazebo in legno, un divano e un mobile per sala, attrezzature per la lavorazione di carni e salumeria, un autocarro Iveco, una Renault Modus, attrezzature e arredi da ufficio, ma anche impianti, macchine operatrici e attrezzature per la produzione di assorbenti igienici. Nel caso dei beni mobili, molti di questi vengono affidati dal tribunale all'Igv (Istituto vendite giudiziarie), che si occupa del recupero, della custodia e della messa all'asta (vedere servizio in basso). Però, per colpa della crisi, anche vendere un bene all'asta è diventato complicato. Non a caso molte aste vanno deserte, oppure il prezzo finale di vendita non si discosta molto da quello base d'asta e soprattutto resta distante diverse migliaia se non decine di migliaia di euro dal valore reale.

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    10 gennaio 2012
     

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