di Maria Cristina Nanni
MONTESILVANO. Sarà il Pdl ad avere l'ultima parola sulla ricandidatura di Pasquale Cordoma. Il sindaco ha espresso la volontà di «rimettere la decisione nelle mani del partito». Il Pdl punta a risolvere la questione prima del 16 gennaio, quando saranno ufficializzati i risultati delle primarie del centrosinistra. Intanto il Pd torna all'attacco sulla candidatura di Aurelio Colangelo La scelta di Cordoma, di lasciare l'ultima decisone al Pdl, non è un passo indietro. «Non mi ritiro e confermo la mia disponibilità», afferma il sindaco ricordando che «in questi giorni saranno fissati una serie di incontri politici, vedremo». Dichiarazioni che corrispondono a un ribaltamento dei ruoli in un partito che per mesi è rimasto fermo in attesa di un cenno di assenso del primo cittadino. Una cautela, quella di Cordoma, su cui peserebbe la costruzione di un'alleanza con le liste civiche che gravitano nel centrodestra, ma soprattutto con altre forze politiche e in particolare con l'Udc. «Il discorso con i centristi non è chiuso, visto l'esperimento ben riuscito di cinque anni di governo insieme», spiega Cordoma. Settimana intensa per il Pdl che, fa sapere il capogruppo al consiglio comunale
Luigi Marchegiani: «Punta a sciogliere il nodo della candidatura prima dello svolgimento delle primarie del centrosinistra». Con l'ipotesi di un Cordoma-bis che si fa sempre più incerta, si riaprono i giochi in una compagine politica che esce fortemente divisa da
5 anni di governo. I fedelissimi di Cordoma devono fare i conti con
il gruppo dei "ribelli", ma anche con la corrente interna che si è
coagulata attorno alla figura dell'assessore al Bilancio,
Emilio
Di Felice. Sembra lontana l'ipotesi di un ritorno, in quota
Pdl, di
Carlo Tereo de Landerset e di Ernesto De Vincentiis,
i due ex assessori che hanno lasciato la giunta nell'aprile del
2010, nomi che da tempo circolano negli ambienti politici come
possibili alternative a un Cordoma-bis. «Se si vuole andare oltre
Cordoma», afferma Marchegiani, «bisogna andare anche oltre questi
nomi, puntare su qualcosa di diverso, non un neofita della
politica, non siamo il partito del nuovo a tutti i costi». Dello
stesso avviso il consigliere comunale
Alfredo Caccamo,
vicino a Di Felice: «Hanno creato scompiglio nella giunta di
centrodestra, e dovremmo dargli un premio sostenendone la
candidatura? Ci sono tanti altri nomi spendibili». Caccamo
sottolinea inoltre che «se l'obiettivo è dare un forte segnale di
cambiamento, allora non dovrebbe candidarsi a sindaco nessuno della
giunta». Intanto, nel centrosinistra si inasprisce la polemica
sollevata dalla prospettata candidatura a consigliere per l'Idv di
Colangelo. «I dipietristi smentiscano la notizia», afferma il
segretario provinciale del Pd,
Antonio Castricone. «È
necessario fare chiarezza da subito, visto che tali segnali fanno
pensare che la linea dell'Idv sia radicalmente cambiata per piccole
esigenze elettorali. Il Pd ha dichiarato la volontà di un cambio di
rotta sull'economia urbanistica della città con regole certe ed
uguali per tutti, con un occhio attento alle speculazioni e al
recupero delle criticità esistenti». Per il referente cittadino del
Pd,
Luigi Beccia «se Di Mattia e il suo partito intendono
rappresentare la restaurazione, gettino la maschera del
rinnovamento. Siamo seriamente preoccupati perché non possono
appartenere al nuovo centrosinistra pratiche di una politica che
abbiamo condannato».
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9 gennaio 2012
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