di Lorenzo Dolce
PESCARA. «Il commissariamento ormai non ha più motivo di esistere e, quindi, sarebbe il momento di restituire alla politica una sana e democratica gestione della sanità, anche perché, negli ultimi due anni, la situazione non è migliorata, ma al contrario è peggiorata». Lo afferma
Aldo Cerulli, segretario regionale di Cittadinanzattiva, la onlus per la tutela dei cittadini e dei consumatori, da cui dipendono i Tribunali per i diritti del malato.
Le parole di Cerulli fanno seguito a quelle del segretario regionale del Pd,
Silvio Paolucci, che ieri, commentando un servizio apparso, giovedì scorso, sul Centro - nell'articolo si faceva il punto sui rapporti tra politica e Asl in Abruzzo, con casi di nepotismo e lottizzazioni - ha evidenziato come i risultati del commissariamento della sanità siano proprio le lottizzazioni ed è tornato a chiedere la fine della stagione commissariale.
Tra le varie preoccupazioni del segretario del Pd, infatti, c'è quello che lui definisce il «ritorno del partito delle tessere» nella sanità. Dalla recente promozione del sindaco di Teramo,
Maurizio Brucchi, al vertice della Unità semplice a valenza dipartimentale di senologia voluta dal manager della Asl,
Giustino Varrassi, al caso della Asl di Pescara dove si intrecciano inchieste giudiziarie, nomine di primari, e tremila morti dimenticati nelle liste dei medici di famiglia. «La lottizzazione non dipende dal commissariamento, ma dalla classe politica attuale», osserva però Cerulli, secondo cu
i, «le nomine altro non sono che il ritorno ad una politica
sbagliata, scelte che non avvengono in base alla
meritocrazia».
Si definisce perplesso il responsabile del Tribunale del malato, ma
dice di non voler entrare nel merito della questione. «Una cosa è
certa», afferma, «tutto si fa, meno che riportare la giusta dignità
nella gestione della salute». E allora, secondo Cerulli, è il
momento di porre fine al commissariamento. «La figura del
governatore-commissario ormai non calza», osserva.
«
Chiodi torni a fare il presidente della giunta
regionale e ci consenta di capire cosa si può fare per migliorare
realmente la sanità. Che senso avrebbe continuare con questa
modalità di gestione monocratica e non democratica?», si
chiede.
«Il subcommissario alla Sanità
Baraldi», aggiunge
il segretario di Cittadinanzattiva, «è stato inviato in Abruzzo per
operare dei tagli e rimettere i conti a posto. E' evidente, però,
che la sanità non funzionava prima, perché piena di debiti, e non
funziona ora, essendo ancora piena di debiti, nonostante i
frequenti annunci di Chiodi. L'assenza di una politica sana»,
sottolinea, «impedisce una gestione sana».
«Ci sono una serie di incompiute sparse per la regione, progetti di
costruzione di nuovi ospedali, mentre quelli esistenti non
funzionano per mancanza di fondi. Chiodi può tranquillizzare quanto
vuole», prosegue Cerulli, «ma quello che conta sono i numeri,
tutt'altro che tranquilli. La mobilità passiva è aumentata, così
come le liste d'attesa e l'Irpef e paghiamo accise più alte
rispetto alle altre regioni. In cambio cosa abbiamo? Niente».
Non vuole esprimere un «giudizio netto dicendo che la sanità è
lottizzata», il responsabile sanità della Cisl Abruzzo,
Davide Farina, che evidenzia, però, come in
passato lo sia stata. «Spero che oggi non ci sia più la
lottizzazione selvaggia», dice Farina, «ma è chiaro che per passare
da un sistema di quella natura ad un sistema virtuoso ce ne vuole».
«Siamo piuttosto in una fase di transizione», osserva il
sindacalista, «il subcommissario Baraldi non ha ruolo nel discorso
della lottizzazione, mentre Chiodi vuole rendere impermeabile il
sistema, e di questo gli do atto, ma, essendo una figura politica,
deve rispondere a tante persone».
«Non so quanto possa essere impermeabile a tali pressioni», spiega
Farina, «l'unica soluzione è valutare di volta in volta i diversi
casi». Sul fronte del commissariamento, «tutti ci auguriamo che
possa concludersi, perché significherebbe aver portato il sistema
sanitario verso una fase positiva, con i conti in ordine», osserva
il responsabile sanità della Cisl. «Purtroppo però non siamo in
questa fase di strutturazione. Anche il Tavolo di monitoraggio di
dicembre ha sì certificato il pareggio per il 2010 e
tendenzialmente per il 2011, ma ha evidenziato numerosi
interrogativi», conclude Davide Farina «chiedendo che la Regione
sciolga tali nodi rispetto al Piano sanitario da adottare».
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7 gennaio 2012