San Giovanni Teatino vuole diventare Città dello Sport

Presentata la candidatura a Bruxelles. Il sindaco: «Tutto a costo zero, puntiamo sugli sponsor»

    di Gabriella Di Lorito  SAN GIOVANNI TEATINO. Il Comune di San Giovanni Teatino si candida per il titolo di Città europea dello sport 2013, che sarà conferito a 13 città di media grandezza. La documentazione per ottenere il riconoscimento - che nelle intenzioni della giunta dovrebbe avvenire a costo zero per l'ente - è stata consegnata a Bruxelles, nella sala De Gasperi del Parlamento europeo, dal sindaco Luciano Marinucci e dall'assessore allo sport Paolo Cacciagrano. L'atto formale della candidatura è stato sottoscritto alla presenza del presidente dell'Associazione europea delle città dello sport (Aces), Gian Francesco Lupattelli, di commissari e deputati europei, di delegazioni di città italiane ed europee, tra cui Firenze, Torino, Bilbao, Cardiff e Istanbul.  Nelle prossime settimane è in programma una prima visita del vicepresidente del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), Mario Pescante. In primavera, è prevista la visita ufficiale della delegazione europea, che effettuerà sopralluoghi nella cittadella dello sport di via Ciafarda, agli impianti di nuoto, calcio, rugby, tennis e altre discipline. Compito della delegazione sarà anche quello di valutare la capacità di organizzare attività per disabili e extracomunitari.  Nel frattempo sarà costituito il Comitato organizzatore locale, con i presidenti delle società sportive e imprenditori che vorranno legare il proprio marchio all'iniziativa "San Giovanni Teatino-European Town of sport 2013"
    . Per non ricorrere a fondi pubblici ed evitare le notevoli spese sostenute dal vicino Comune di Pescara per ottenere lo stesso titolo 2012, il Comune di San Giovanni, sul cui territorio sono presenti molti marchi della grande distribuzione nazionale e mondiale, punta su sponsor privati.  «Credo che per la nostra città sia un'occasione importante», afferma il sindaco Marinucci. «Non temo possa accadere come a Pescara, semplicemente perché non impiegheremo fondi pubblici, ma la spesa, che poi sarà decisamente inferiore a quella di Pescara, sarà sostenuta attraverso il coinvolgimento di sponsor. A Bruxelles c'era una città che presentava la candidatura avendo come sponsor unico uno dei grandi nomi della moda italiana. Stiamo organizzando tutto con questa mentalità».

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    3 gennaio 2012
     

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