di Lorenzo Dolce
PESCARA. «Una fusione di questo tipo delle società dei trasporti è solo demagogica, perché porterebbe costi aggiuntivi enormi. A mio parere è solo una battaglia politica, in cui si sta procedendo con grande superficialità».
E' categorico il presidente della Gtm,
Michele Russo, nel commentare l'emendamento al Bilancio, presentato dal Pd, che prevede la costituzione della società unica del trasporto su gomma con la fusione, entro sei mesi, di Arpa, Gtm e un ramo della Sangritana.
L'emendamento in questione ha portato all'accordo in consiglio regionale durante la votazione del Bilancio ed ha indotto l'opposizione a ritirare i tanti emendamenti ostruzionistici. Con questo voto la maggioranza ha concesso al Pd quello che per mesi ha negato al suo assessore ai Trasporti,
Giandonato Morra, cioè la costituzione della società unica.
L'iter di fusione, avviato nel 2005 dal governo di centrosinistra con uno studio della Kpmg pagato 180 mila euro e poi dimenticato, dovrebbe dunque arrivare a conclusione prima dell'estate. Arpa e Gtm, entro giugno, dovranno svolgere l'iter tecnico per presentare il progetto di fusione e contestualmente la Sangritana dovrà proporre un progetto di scissione del trasporto pubblico su gomma da quello su ferro.
Il progetto di riordino, che dovrà essere approvato dal consiglio regionale, sarà diretto da un comitato coordinato da Morra e composto dai presidenti e direttori delle società di trasporto, dal direttore regionale dei trasporti e dal dirigente del ser
vizio affari finanziari e controllo.
Non usa mezzi termini il presidente della Gtm, Michele Russo,
secondo cui «le fusioni fanno risparmiare quando si può lasciare a
casa qualcuno».
«Queste persone», aggiunge Russo, «parlano di fusione perché la
prima idea che viene in mente è quella del risparmio, ma non dicono
quante persone saranno licenziate altrimenti scoppierebbe la
rivoluzione. E' solo demagogia».
Una fusione di questo tipo, secondo il presidente della Gtm,
risolverebbe poco: «Come ho già detto nell'audizione in quarta
commissione consiliare, una soluzione potrebbe essere una holding,
che gestisca tre aziende separate, con un unico consiglio di
amministrazione, in modo che non mi si dica che voglio difendere le
poltrone. Poltrone che, tra l'altro, nel caso della Gtm incidono
per una cifra inferiore all'uno per cento».
Sono due, secondo Russo, le questioni cruciali della fusione: «Da
un lato, ci sarebbe una automatica equiparazione degli stipendi del
personale, con un livellamento verso l'alto che farà esplodere i
costi di questa azienda, dall'altro la Gtm perderebbe i fondi
statali che, in base ad una legge del 2000, derivano dall'essere ex
Gestione governativa».
«Stiamo parlando di una cifra pari a 8 milioni di euro. Il
finanziamento, che riguarda anche la Sangritana», evidenzia Russo,
«infatti è legato alla personalità giuridica delle società e quindi
verrebbe meno con la fusione».
Si concentra invece sul problema degli esuberi il presidente
dell'Arpa,
Massimo Cirulli. «Se da una parte la
fusione porta benefici in termini economici, tanto che secondo lo
studio di Kpmg si risparmierebbero, con la riduzione del personale,
sei milioni di euro, dall'altro c'è il problema occupazione che non
riguarderebbe solo i consigli di amministrazione, quanto
soprattutto gli impiegati».
«Tra l'altro», aggiunge Cirulli, «il nostro settore non può godere
né della cassa integrazione straordinaria, in quanto non prevista
per il trasporto pubblico locale, né della mobilità, dato che si
tratta di dipendenti di spa. E' necessario trovare una soluzione al
problema esuberi. La Regione valuti, ad esempio, forme di incentivo
all'esodo».
Altro argomento su cui si sofferma il presidente dell'Arpa è
quello dei tempi, perché, «la costituzione di una nuova società
prevede tempi lunghi rispetto alla modalità dell'incorporazione,
che io avevo proposto nell'audizione in quarta commissione».
«Non voglio fare assolutamente ostruzionismo», afferma Cirulli,
«ma, anzi, voglio fare il contrario».
Rilancia, invece, la necessità di un'azienda unica per il
trasporto pubblico su gomma e ferro il presidente della Sangritana,
Pasquale Di Nardo. «Questo», spiega, «porterebbe a
una governance unica, che consentirebbe di pianificare tutto quanto
necessario per l'Abruzzo, senza che vi siano
sovrapposizioni».
«Presenteremo nei tempi previsti il progetto di scissione della
gomma dal ferro», afferma Di Nardo, «perché è obbligo di legge e
noi osserviamo l'indirizzo del legislatore, ma non per questo non
intendiamo riproporre in un'ottica più ampia quanto già presentato
in quarta commissione e cioè i vantaggi e le opportunità derivanti
per l'Abruzzo da un'azienda unica della gomma e del ferro».
Non si dice, invece, preoccupato dalla questione esuberi il
presidente della Sangritana. «Il problema si risolve con un
programma serio e con una sapiente capacità», afferma, «ma
l'assessorato su questo sta già lavorando da tempo».
«Noi non avremo alcun problema», conclude Pasquale Di Nardo, «lo
scorso anno, infatti, abbiamo previsto il prepensionamento di 36
persone e la professionalizzazione, nel settore ferro, di alcuni
dipendenti che operano in quello gomma».
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3 gennaio 2012