La Asl non rimborsa i volontari da tre mesi

Bloccati i pagamenti a sei associazioni, la Misericordia aspetta più di 200 mila euro

      PESCARA. Ambulanze senza gasolio. È questo il rischio per sei associazioni di volontariato che garantiscono, in media, otto interventi di soccorso su dieci: dall'ottobre scorso, la Asl ha bloccato tutti i rimborsi, più di 300 mila euro. La Misericordia, da sola, aspetta quasi 200 mila euro: «Soldi indispensabili per garantire i soccorsi», spiega Gianluca D'Andrea. Se la Asl non pagherà il debito, i volontari sono già pronti a un'azione legale per ottenere un decreto ingiuntivo.

    Da tre mesi la Asl di Pescara ha bloccato i rimborsi alle associazioni di volontariato Misericordia di Pescara, Moscufo-Collecorvino, Scafa e Alanno, Croce gialla di Penne, Bussi soccorso e Manoppello soccorso, cooperativa sociale Croce Abruzzo: la Misericordia di Pescara che da sola garantisce settemila interventi all'anno aspetta circa 50 mila euro al mese, moltiplicato per tre fanno 150 mila. «Ora abbiamo problemi con i fornitori», denuncia Gianluca D'Andrea, «a cominciare dai benzinai e dai meccanici». Una medaglia a due facce: da una parte, ambulanze senza gasolio e senza manutenzione e, dall'altra, pazienti, compresi 135 dializzati, senza più ambulanze. 

    La polemica si avvita intorno al decreto 4/2011 del subcommissario alla Sanità Giovanna Baraldi che, per risparmiare, ha imposto alle Asl di tagliare del 40 per cento, a partire dal 2012, i rimborsi alle associazioni: una mannaia. Che la Asl considera valida anche per gli ultimi tre mesi del 2011. È quanto emerge da una lettera delle associazioni al dirett
    ore sanitario Asl Fernando Guarino e al coordinatore delle direzioni mediche ospedaliere Valerio Cortesi: «Le competenze maturate fino al 31 dicembre 2011», avvertono Misericordia di Pescara, Moscufo-Collecorvino, Scafa e Alanno, Croce gialla di Penne, Bussi soccorso e Manoppello soccorso, cooperativa sociale Croce Abruzzo, «dovranno essere corrisposte dalla Asl con le sole tariffe della convenzione in corso e non con quelle previste dal decreto Baraldi». Ma finora la Asl ha fermato tutti i pagamenti senza versare alle associazioni i rimborsi necessari a coprire le spese.

    Secondo le associazioni, il taglio del 40 per cento dei rimborsi è «inaccettabile e significa una condanna a morte per la galassia del volontariato».  Dallo scorso 31 dicembre a oggi, il caso è soltanto peggiorato: sono scadute le convenzioni tra la Asl e le associazioni e dal prossimo 16 gennaio i volontari sono pronti a incrociare le braccia per protestare. La lettera - firmata da Carmelo Maimone, Anita Di Michele, Duilio Pezzi e Gabriele Di Nardo Di Maio per la Misericordia, da Luigi Chiarelli (vice presidente Croce angolana), da Pietro Rapposelli (presidente Manoppello soccorso), da Sonia Maria Di Carlo(presidente Bussi soccorso), Alessandra D'Intino (procuratrice Croce gialla di Penne) e Manuel Castellano, amministratore unico di Croce Abruzzo - contiene due proposte per evitare la paralisi dei soccorsi che finora la Asl non ha preso in considerazione. Uno: «Nuova convenzione della durata di due anni più uno», è la prima proposta. Due: «Superato il primo anno, e ogni anno, incremento del 5 per cento delle tariffe tenuto conto del continuo e crescente aumento delle spese da sostenere, degli oneri e obblighi per carburanti, manutenzioni, assicurazioni, mezzi e persone». 

    Un'altra lettera che annuncia il blocco dei soccorsi è stata inviata al prefetto Vincenzo D'Antuono: finora, nessuno ha risposto alle associazioni e l'emergenza non fa altro che avvicinarsi.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    3 gennaio 2012
     

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