Cisl: 2012 difficile per lavoro e imprese in Abruzzo

Il segretario del sindacato: "Sono 36mila le persone che usufruiscono di ammortizzatori sociali"

    di Lorenzo Dolce PESCARA. «Il 2012 sarà un anno molto freddo e l'Abruzzo deve fare attenzione, ha bisogno di coprirsi per non prendere l'influenza». Usa una metafora il segretario regionale della Cisl, Maurizio Spina, per far comprendere a tutti che l'anno prossimo sarà duro, durissimo, forse anche più del 2011, che ha visto un Abruzzo dalle «due facce: nel primo semestre ci sono stati segnali di ripresa, mentre nel secondo la situazione si è completamente invertita».

    Affiancato dall'economista, Giuseppe Mauro, del dipartimento di Economia aziendale dell'università d'Annunzio, nel corso di un incontro con la stampa, Spina traccia il bilancio del 2011 abruzzese.

    «Quest'anno l'Abruzzo ha avuto due volti», dice il segretario della Cisl. «Nel primo semestre ci sono stati segnali di ripresa, con risultati positivi, soprattutto sul fronte dell'export, che hanno consolidato il risultato che già c'era stato nel 2010».

    «Nel secondo semestre, invece», evidenzia il sindacalista, «la situazione si è completamente invertita. La manovra del governo nazionale, infatti, ha creato una riduzione della domanda, con le esportazioni che sono cresciute in modo inferiore rispetto alle aspettative, tanto che dal 21 per cento sono scese al 17, e con la cassa integrazione, soprattutto quella in deroga, che è continuata a salire, espressione di un mondo imprenditoriale in difficoltà».

    Dati alla mano, Spina e Mauro analizzano tutti i numeri economici dell'anno che si sta per concludere, dal prodotto interno lordo alle
    esportazioni, dall'occupazione alla cassa integrazione, fino ai consumi.

    «Per quanto riguarda il Pil», afferma Mauro, «dopo il crollo del 2009 (-6,9%), c'è stata una ripresa interessante sul finire del 2010, con il +2,3%. Siamo ora in attesa dei dati ufficiali relativi al 2011, che, comunque, pare abbia fatto registrare un arretramento rispetto all'anno scorso».

    «E' stato l'andamento delle esportazioni, cresciute in modo superiore rispetto alla media nazionale», prosegue l'economista, «a sostenere il Pil e a contribuire alla ripresa economica».

    Esportazioni che, però, nel secondo semestre del 2011 fanno registrare percentuali, sia pur positive, inferiori rispetto ai primi sei mesi di quest'anno. «Quello che emerge analizzando i dati sull'export», osserva Mauro, «è una distanza significativa tra le grandi imprese esterne, competitive, e i settori interni, che non sono maturi, ad eccezione dell'agroalimentare».

    Una questione che Mauro definisce «cruciale» è quella del credito. «Le banche hanno avuto ed hanno difficoltà a fare raccolta sui mercati», osserva, «ma ci si augura che con il rifinanziamento da parte della Bce le cose possano cambiare. Se nel 2012 avremo una caduta del Pil che si ripercuoterà sul tessuto produttivo abruzzese», afferma il docente universitario, «dobbiamo fare in modo che non ci sia una elevata mortalità delle imprese, che avranno problemi di liquidità».

    Il segretario della Cisl si sofferma invece sui numeri della cassa integrazione. «Dai dati in nostro possesso, aggiornati a novembre», afferma Spina, «è evidente come sia ancora molto elevata. A crescere è soprattutto quella in deroga e questo significa che aumentano le imprese in difficolta, seppur in un contesto di riduzione della cassa integrazione generale».

    «In Abruzzo», prosegue il segretario della Cisl, «sono ancora circa 36mila le persone che usufruiscono di ammortizzatori sociali. Se pensiamo che nel periodo precedente alla crisi tale dato non superava le 10mila unità, emerge chiaramente quanto sia difficile la situazione».

    Secondo Spina, sono necessari provvedimenti dell'esecutivo nazionale, perché «la manovra attuale è recessiva e la ripresa sarà dura».

    «Le previsioni per il 2012», sottolinea, «ci dicono che il Pil scenderà e che la disoccupazione salirà. L'avvio del nuovo anno dovrebbe essere piuttosto freddo».

    Uno dei volani della ripresa, per Spina, è il rilancio dell'attività dell'edilizia, a partire dalla ricostruzione dell'Aquila. «Se entro i primi mesi del nuovo anno non partirà la ricostruzione pesante», evidenzia, «ne risentiremo tutti. La ricostruzione, d'altronde, serve sì all'Aquila, ma serve soprattutto all'Abruzzo».

    Il segretario del sindacato interviene anche in merito al bilancio regionale, strumento a suo dire «impostato secondo una logica che deve essere superata», e ribadisce la necessità di risorse per lo sviluppo e l'occupazione. «Quelle nazionali ed europee a disposizione le conosciamo», afferma Spina, «ma dobbiamo recuperare risorse nostre. Bilancio, patrimonio e demanio, attualmente seguiti da assessorati diversi, devono essere tutti nelle mani di una stessa persona, perché dalla vendita del patrimonio e dal suo miglior utilizzo possono arrivare risorse aggiuntive per lo sviluppo, oggi più che mai indispensabili».

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    30 dicembre 2011
     

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