PESCARA. I tagli al sistema ferroviario abruzzese e il rischio isolamento della regione, in seguito alle scelte strategiche sui collegamenti europei, arrivano in Parlamento. I senatori abruzzesi del Partito democratico, Giovanni Legnini e Luigi Lusi, hanno presentato una interrogazione rivolta al ministro delle Infrastrutture Corrado Passera e presidente del Consiglio, Mario Monti.
Nell'interrogazione, depositata al Senato, i due parlamentaro del Pd sottolineano che in seguito alla riorganizzazione decisa da Trenitalia, società a capitale interamente pubblico, «l'Abruzzo risulta, di fatto, menomato di una quota rilevante del servizio di trasporto ferroviario nazionale, ricordando al tempo stesso che per la tratta adriatica non sono stati effettuati investimenti per l'istituzione di treni ad alta velocità, né sono programmati investimenti nel futuro. Risulta, anzi, che la proposta di regolamento europeo, relativo al prolungamento a Sud del corridoio baltico-adriatico, prevede investimenti nei prossimi anni da Helsinki fino a Ravenna, tagliando fuori, forse per decenni, l'Abruzzo e le altre regioni meridionali adriatiche del servizio dell'alta velocità».
Legnini e
Lusi ricordano, poi, come nel dossier Pendolaria redatto da Legambiente l'Abruzzo risulti la regione ad avere il tariffario più alto di tutte quelle italiane con un rincaro dei biglietti fino al 25% a fronte di un taglio del 10% sui servizi. Per questo e per altre ragioni, i due senatori abruzzesi chiedono al governo di «valu
tare se sollecitare una revisione delle scelte fatte dalla società
Trenitalia, considerate le negative ripercussioni su tutto il
sistema di trasporto ferroviario nazionale, sulla qualità dello
stesso, tenuto conto dell'interesse pubblico a collegamenti
ferroviari efficienti e dei disagi degli utenti e alla luce del
contratto che disciplina il complesso delle obbligazioni tra I
Ministeri e la società Trenitalia aventi ad oggetto "i servizi di
trasporto ferroviario passeggeri di interesse nazionale", i quali
secondo tale contratto sono sottoposti a "regime di servizio di
pubblica utilità"».
Legnini e Lusi chiedono, inoltre, di verificare che le percentuali
di incremento tariffario applicabili all'utenza siano conformi a
quanto previsto dal contratto di servizio per il periodo che va dal
2009 al 2014 e di «controllare l'adeguatezza del materiale
rotabile, anche sotto il profilo della sicurezza dello stesso,
nonché appurare se e quante stazioni ferroviarie versino in uno
stato di degrado, indicando quali iniziative intendano assumere ove
ravvisino profili di responsabilità della società Trenitalia e le
misure necessarie per farvi fronte».
La Regione Abruzzo, secondo Legnini e Lusi, «sta dimostrando di non
essere in grado di tutelare il territorio dai tagli, ed è per dare
più voce agli abruzzesi che», dicono i senatori del Pd, «abbiamo
deciso di portare il caso in parlamento e chiedere un intervento
deciso del governo».
«E' necessario», concludono, «riqualificare il sistema di
trasporto pubblico locale abruzzese anche attraverso un programma
straordinario di investimenti nelle infrastrutture, con una
programmazione rigorosa dell utilizzo delle risorse finanziarie
regionali, nazionali ed europee a disposizione per le politiche di
settore al fine di garantire ai cittadini abruzzesi un sistema
ferroviario sicuro, moderno, competitivo».
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23 dicembre 2011