di Andrea Bene
PESCARA. L'amministrazione comunale, per far fronte alle spese e ai crescenti tagli ai trasferimenti statali, vende i suoi beni. In attesa di presentare la manovra per il prossimo anno, con probabili aumenti di tasse, l'assessore al patrimonio
Eugenio Seccia ha dato il via alla vendita di alcune proprietà per fare cassa. Si tratta di uffici, antiche costruzioni e terreni, che rendono poco, perché affittati spesso a prezzi irrisori. Verranno messi all'asta con la speranza di incassare almeno 1.397.000 euro. Una boccata d'ossigeno per l'ente, amministrato dal sindaco
Luigi Albore Mascia, che l'anno prossimo si troverà a dover pagare 2 milioni di euro agli imprenditori
Caldora e
Di Zio per sentenze passate in giudicato. Questa operazione di vendita dei beni che non ha precedenti negli ultimi anni, ha ricevuto semaforo verde giovedì scorso con una delibera approvata dalla giunta. Ora, verrà bandita un'asta pubblica.
BENI IN VENDITA. Sono in tutto sette i lotti che l'amministrazione comunale ha deciso di mettere in vendita. Il primo è quello che interesserà di più i costruttori. Riguarda un terreno edificabile di 445 metri quadrati, libero, in via Nazario Sauro. Il prezzo a base d'asta è di 275.900 euro. Il secondo è un immobile di antica costruzione, ma in uno stato di conservazione scadente. La rendita catastale è di 234,99 euro. Anche questo è libero. Si parte dalla cifra di 53.369 euro. Più appetibile appare il locale di 43 metri quadrati, uso ufficio, al piano
terra di un fabbricato condominiale in viale Kennedy 112, una delle
strade più alla moda del centro di Pescara. La rendita catastale è
di 421,95 euro. L'immobile è di recente costruzione e si presenta
in ottimo stato, ma non è libero al momento. L'ente lo ha concesso
in uso alla società Imago, che ha un contratto di locazione
scaduto. A Porta Nuova, in via Vicolo Bardet, troviamo una
porzione di fabbricato di antica costruzione, in stato di
conservazione scadente. Ha una rendita catastale di 118,79 euro. E'
attualmente occupata dalla società Salvamento a mare, ma il
contratto è scaduto. Il Comune la vende a 57.000 euro. Altri due
locali, uso ufficio, si trovano in viale Primo Vere. Sono entrambi
in fabbricati di recente costruzione e in ottimo stato. Il primo è
al numero civico 138: ha 3 vani e mezzo e una rendita catastale di
1.247,24 euro. E' stato concesso in uso a un'associazione
religiosa, l'Opera apostolato santissimi Cuori di Gesù e Maria, ma
il suo contratto è scaduto. Il prezzo a base d'asta è di 182.360
euro. Il secondo locale, al civico 144, è l'immobile più costoso.
E' in un condominio composto in gran parte da uffici e negozi ed è
molto grande. Ha 9 vani e una rendita catastale di 3.207,20 euro.
Sono due gli inquilini che lo occupano, tutti e due con contratto
scaduto. Sono l'Associazione nazionale paracadutisti d'Italia e
Croce amica onlus. Il prezzo parte da 578.820 euro. L'ultimo lotto
è una porzione di fabbricato di antica costruzione, in cattive
condizioni, in via Salita Francescone. E' libero, ma l'unità
immobiliare non è accatastata. E' in vendita a partire da 105.000
euro.
PARTE IL BANDO. L'asta dovrebbe svolgersi entro
breve tempo, ma i tempi per presentare le offerte non sono stati
ancora fissati dall'amministrazione comunale. Si sa, al momento,
che le richieste di acquisto dovranno essere spedite con
raccomandata, o consegnate a mano al protocollo del Comune, con il
seguente indirizzo: Settore gestione del patrimonio immobiliare,
piazza Italia. Alla domanda, dovrà essere applicato un bollo di
14,62 euro e l'interessato dovrà dichiarare di aver preso visione
dell'immobile oggetto della vendita, nonché della documentazione
tecnico amministrativa e della perizia di stima agli atti
dell'amministrazione regionale. Inoltre, dovrà essere versata una
cauzione, pari al 10 per cento del prezzo base, a garanzia
dell'eventuale mancata sottoscrizione del contratto di acquisto
stipulato dal soggetto aggiudicatario.
RISPARMIO SULLE SPESE. L'operazione condotta
dall'amministrazione comunale ha due obiettivi, fare cassa e
ridurre le spese per gli immobili considerati obsoleti. «Allo stato
attuale», si legge nei documenti del Comune, «il mantenimento della
proprietà dei beni immobili individuati determinano un onere per
l'ente civico che, a fronte di una serie di spese, come
manutenzione, assicurazione, condominio pulizia, custodia,
sorveglianza, non producono un proporzionale introito per le casse
comunali. Gli affitti applicati dall'ente agli inquilini sono
spesso più bassi rispetto a quelli di mercato. Basti pensare che
per gli uffici di viale Primo Vere 144 è stato applicato finora un
canone tra i 492 e i 788 euro all'anno, a fronte del prezzo di
7.800 fissato dal mercato.
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22 dicembre 2011
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