di Giuliano Di Tanna
PESCARA. «Le spese di funzionamento delle strutture amministrative e di supporto agli organi elettivi della giunta regionale, il capitolo di spesa con il quale si pagano i collaboratori e i portaborse di
Chiodi e degli assessori, è pressocché raddoppiato negli ultimi due anni», dice
Carlo Costantini, capogruppo Idv in Regione Abruzzo.
«Costantini», gli risponde Gianni Chiodi, presidente della Regione, «nell'incontenibile foga di ergersi a paladino delle cose giuste, spesso dimentica che altre verità sono più valide delle sue; che esistono altre spiegazioni più semplici e concrete; che i numeri da lui citati "in totale libertà", finiscono solo per confondere gli abruzzesi ed alimentare una dannosa avversione alla politica, che pure gli dà, ormai da anni, lautamente da vivere».
Sembra di essere tornati indietro di tre anni, quando Chiodi, per il centrodestra, e Costantini, per il centrosinistra, si contendevano la poltrona di presidente della Regione. La gara finì la sera del 14 dicembre 2008 con la vittoria di Chiodi. Adesso, fra il governatore e il capogruppo dell'Idv lo scontro è aperto sulla questione dei soldi dello staff di Chiodi, che ha denunciato l'altro ieri Costantini, sono raddoppiati rispetto alla passata gestione. Chiodi ieri gli ha risposto. Come? Chiamando in ballo proprio la precedente giunta regionale di centrosinistra, quella presieduta da
Ottaviano Del Turco. «La legge regionale che istituisce dette strutture», ha detto il presidente della Regione, «è stata voluta dal precede
nte Esecutivo di centrosinistra, maggioranza da lui stesso
sostenuta. L'organizzazione e la regolamentazione del personale in
dotazione alla presidenza ed agli assessorati sono le medesime del
governo Del Turco. Nulla è stato modificato e nessun incremento di
unità è stato apportato».
Quanto alla crescita dei costi nel 2011, per Chiodi è solo frutto
di «analisi mistificatorie». «Il dato complessivo» sostiene,
«comprende anche parte delle spese per "comandi" degli anni
precedenti. Per non contare poi che un incremento è anche
fisiologico, dovendosi gli stipendi adeguare ai contratti
nazionali. La mia struttura di supporto ha una dotazione inferiore
alla pianta organica del centrosinistra di due unità; e questo,
nonostante parte del personale debba anche dedicare le sue energie
alla gestione burocratica delle vicende del terremoto e della
sanità. Tutto ciò che c'era da tagliare è stato tagliato. A partire
dalle spese di rappresentanza, passate dagli 85 mila euro del 2007
ai 35 mila del 2010. Anche i costi per missione delle segreterie
politiche, nel 2011, sono stati drasticamente ridotti, in linea con
la riduzione generale richiesta dal governo nazionale».
«Costantini», è sempre Chiodi a parlare, «non è credibile quando
dà lezioni di comportamento. Lui che, probabilmente, percepisce più
di me che pure sono contemporaneamente governatore dell'Abruzzo,
commissario per la Sanità e commissario per la Ricostruzione. Lui
che, non credo l'abbia dimenticato, da presidente dell'Aptr
percepiva un compenso di quasi 120 mila euro l'anno. Oggi, il
Commissario dell'Aptr da me nominato guadagna meno di mille euro al
mese. E Costantini ha ancora il coraggio di parlare».
Costantini non si è tirato indietro e gli ha risposto così.
«La replica di Chiodi non meriterebbe risposta ma si avvicina il
Natale e voglio essere generoso con lui, ricordandogli che: non è
vero che la legge istitutiva delle segreterie di supporto agli
organi politici è stata voluta dal centrosinistra, semplicemente
perché se l'è approvata lui e la sua parte politica ai tempi di
Pace (legge regionale nujmero 17 del 9 maggio 2001); non è vero che
non sia intervenuta alcuna variazione numerica di collaboratori e
portaborse tra il 2010 e il 2011; non è vero che si è determinato
nell ultimo anno un aumento del costo dei contratti in essere tale
da giustificare un simile incremento della spesa; non è vero che
percepisco più di lui; la sua indennità di funzione è, infatti,
esattamente doppia rispetto alla mia; non è vero, infine, che ho
percepito 120 mila euro l'anno come presidente dell'Aptr,
semplicemente perché l'ho fatto gratis ed ho rinunciato pressoché
per l'intero periodo alla relativa indennità».
«In pratica, come al solito», ha concluso l'esponente dell'Idv,
«non è vero niente di quello che Chiodi dice; è vero solo che sta
recitando la stessa parte che ha già recitato con gli stipendi
d'oro dei dirigenti regionali. Vuol far passare tutto come se fosse
accaduto a sua insaputa e solo perché obbligato da leggi e da
contratti di cui, guarda caso, non svela mai i rifermenti. Ed è
vero anche che, mi permetto di darli un consiglio, non azzeccandone
mai neppure una probabilmente è giunto il momento che mandi a casa
chi gli passa queste informazioni».
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17 dicembre 2011