di Fabio Casmirro
PESCARA. La colonna dei segni meno che spegne, anno dopo anno, le voci di spesa del bilancio regionale non attenua l'effetto moltiplicatore che incrementa i costi della politica in Abruzzo, portandoli fin quasi al raddoppio nell'ultimo biennio. Si parla qui dello staff presidenziale al servizio del governatore
Gianni Chiodi, e del personale, interno ed esterno all'amministrazione, assegnato agli entourage degli assessorati regionali.
Sono due curve che si muovono in direzioni opposte: la prima, diretta in basso, traccia gli effetti dei tagli dettati dall'incalzare della crisi finanziaria e dalla continua riduzione dei trasferimenti statali alle Regioni e agli enti locali; la seconda, proiettata verso l'alto, non sembra neppure scalfita dai provvedimenti restrittivi, e dai sacrifici imposti ai cittadini a ogni livello dell'organizzazione politica e amministrativa.
Dopo i direttori e i dirigenti, che quest'anno si sono visti raddoppiare premi di risultato uguali per tutti rispetto al 2010, è la volta del personale assegnato al presidente e agli assessori regionali a finire nel mirino del capogruppo dell'Italia dei valori,
Carlo Costantini, il quale avrebbe accertato, presso la direzione Risorse umane e strumentali della Regione, come la spesa per pagare gli staff sia passata dal milione 953 mila e rotti euro del 2009 a due milioni 355mila nel 2010, per approdare ai 2 milioni 853mila euro registrati sino alla data del 13 dicembre scorso.
«Si taglia su tutto, tranne che alle strutture di suppo
rto della giunta regionale» è la sintesi di Costantini, che
descrive così la difficoltà con cui ha potuto avere accesso ai
dati: «Sono informazioni che dovrebbero essere di pubblico dominio,
in realtà non è così. Soltanto scorrendo il dispositivo di un
decreto apparentemente innocuo, ottenuto dopo giorni e giorni di
richieste di documenti, è venuta alla luce una verità che, sia pure
parziale, rivela il dato incredibile del quasi raddoppio dei
costi».
La stima sulla proiezione di spesa entro la fine dell'anno,
prosegue il capogruppo dell'Idv, si colloca infatti poco oltre i
tre milioni di euro. «E tuttavia», riprende Costantini, «quello che
fino a oggi si è riuscito ad accertare, alla faccia delle
operazioni trasparenza di Chiodi, non trova ancora giustificazione
nei numeri».
La tabella dei collaboratori del governatore (
guarda) e quella
dei singoli assessori (
guarda),
unita a una valutazione sommaria della spesa per il personale
interno assegnato ai vari compiti, non chiariscono del resto le
ragioni di un simile aumento della spesa. Lo stesso leader di
opposizione è costretto ad azzardare solo delle ipotesi. «Forse»,
dice, «seguendo le pratiche già sperimentate con i dirigenti,
l'amministrazione regionale ha cominciato a strapagare anche
collaboratori e portaborse; oppure i dati emersi dagli uffici
regionali non comprendono tutti i collaboratori e i portaborse».
Costantini propone anche una terza spiegazione per dare un senso
all'incremento costante dei costi: «Potrebbero essere entrate in
campo, rispetto al 2009 e al 2010, spese non rendicontate
esplicitamente».
Ai costi per gli staff presidenziale e assessorili vanno
naturalmente aggiunte, con conti separati, le strutture di cui il
governatore si avvale nella sua doppia veste di commissario alla
Ricostruzione e alla Sanità. Ma questa è un'altra storia. Definito
il lato della protesta, l'Idv suggerisce di uscire dalla spirale
dei costi con un disegno di legge che fissa un tetto massimo di
spesa (un milione e mezzo di euro) per consentire il funzionamento
delle strutture di supporto. Il tutto in stretta coerenza con il
rigore imposto a tutta la comunità abruzzese.
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16 dicembre 2011