di Paola Aurisicchio
L’ex direttore della Asl di Avezzano Jenca
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PESCARA. «
Giancarlo Masciarelli mi diceva che dovevo fare esattamente quello che voleva lui altrimenti sarei stato estromesso. "Hai visto cosa è successo a
Catalano?", mi avvertiva. "Non vogliamo che succeda ancora"». Sono state le testimonianze di alcuni ex direttori delle Asl a tratteggiare uno spaccato della sanità e dei rapporti tra la Regione e le case di cura soprattutto sotto la giunta dell'ex presidente
Ottaviano Del Turco. Direttori che sarebbero stati rimossi se non avessero firmato la delibera di giunta relativa della seconda cartolarizzazione, incontri e telefonate da parte dell'ex presidente della Fira
Giancarlo Masciarelli per «premere» per quella firma: è questo quello che hanno raccontato prima l'ex direttore generale della Asl di Sulmona-Avezzano
Fulvio Catalano e, poi, in maniera più corposa, l'ex direttore generale della stessa Asl
Armando Jenca. «Dovevo essere cacciato perché non mi ero adeguato alle imposizioni contro legge della Regione», ha detto Catalano. «Masciarelli adossava sulla Asl di Avezzzano la colpa della mancata cartolarizzazione ma io non volevo piegarmi a quel ricatto», ha detto Jenca.
ANGELINI DA' FORFAIT. E' stata un'udienza vivace quella che si è celebrata ieri nella maxi aula 1 dove alle 9.30 hanno preso posto i principali imputati del processo sanità:
Ottaviano Del Turco, l'onorevole
Sabatino Aracu, l'ex manager della Asl di Chieti
Luigi Congaong> e gli ex assessori
Vito Domenici e
Bernardo Mazzocca. Non c'era invece il grande
accusatore
Vincenzo Angelini che avrebbe dovuto
testimoniare ma che ha presentato il certificato medico. Dopo
l'appello del presidente del collegio giudicante
Carmelo De
Santis l'udienza si è accesa con lunghe deposizioni, con
la doppia dichiarazione spontanea di Conga, con le urla degli
avvocati e la denuncia da parte del legale di Del Turco
Gian Domenico Caiazza: «Denuncio Jenca per falsa
testimonianza». Il filo rosso, per quasi 8 ore, è stata la seconda
cartolarizzazione dei debiti della sanità in quella che, per
l'accusa, è stata un'associazione a delinquere «che imponeva un
sistema di gestione illegale dei rapporti con le case di cura
private». Per il procuratore capo
Nicola Trifuoggi
e i pm
Giampiero Di Florio e
Giuseppe
Bellelli, l'ex presidente Masciarelli - che ha patteggiato
3 anni e 4 mesi sia per il processo sanità che per quello Fira -
«isolava e rimuoveva i pubblici funzionari non accomodanti».
«9 MILIONI IN PIU'». «Sono stato direttore
generale della Asl di Avezzano fino al gennaio 2006 e mi sono
dimesso per evitare che mi cacciassero», ha spiegato il testimone
Jenca che, nel procedimento, è parte offesa. «Un giorno vennero
nella Asl di Avezzano l'ex assessore Mazzocca, Masciarelli,
Giancomo Obletter e il segretario di Mazzocca
Angelo Bucciarelli. L'assessore mi disse che era
venuto per ridare tranquillità all'ambiente. "Non avrà problemi",
mi disse, e andò via dicendomi così: "La lascio nelle mani di
Masciarelli". Nell'incontro con il presidente della Fira ci fu una
lite furibonda perché io non volevo fare quello che mi diceva. Non
volevo firmare la delibera regionale relativa alla certificazione
dei crediti che riconosceva alle case di cura 9 milioni in più
rispetto ai crediti certificati dalla Asl di Avezzano: una parte
riferita a prestazioni inappropriate e un'altra per crediti extra
budget. Alla fine pensai che avrei potuto recuperare quei soldi
sospendendo successivamente i pagamenti alle case di cura».
«FALSA TESTIMONIANZA». Dopo 2 ore di deposizione,
è il turno del legale di Del Turco e quando l'avvocato inizia a
incalzare Jenca si alzano i toni. «E' vero che la delibera ha poi
recepito quella clausola di salvaguardia dei 9 milioni e mezzo?»,
ha domandato. «Non lo so», ha risposto Jenca. «Ma come? Prima si è
battuto tanto e poi non si è interessato di conoscere l'esito?» ha
incalzato Caiazza. «C'è un'intercettazione del 13 gennaio 2006 in
cui parla con Masciarelli e in cui si dice che la delibera sarebbe
stata concordata», fa Caiazza. «Non ricordo», replica Jenca.
L'intercettazione a cui ha fatto riferimento l'avvocato appartiene
a un procedimento dalla procura di Vasto. Lo fa notare il
procuratore Trifuoggi a cui segue l'intervento del presidente del
collegio: «Non possiamo ammetterla». Ma per Caiazza il testimone ha
mentito e decide di denunciarlo per falsa testimonianza.
PARLA CORDONE. Nel pomeriggio, è stato il turno
dell'ex manager della Asl di Pescara
Angelo
Cordone che, sempre in riferimento a quella delibera, ha
detto: «Masciarelli insisteva, non potevamo fare diversamente pena
la decadenza dell'incarico. A me e agli altri direttori, veniva
detto che era importante perché si trattava di salvare la
situazione economica della Regione e che altrimenti saremmo andati
a casa. Firmai come gli altri». Rapidissima, invece, la
testimonianza di chi non approvò in giunta la seconda
cartolarizzazione. E' stata l'ex assessore alle Politiche sociali
Elisabetta Mura che ha detto: «Ho votato contro,
ma per motivi politici non tecnici». Il processo sanità si ferma
per la pausa natalizia e torna il 27 gennaio.
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RISERVATA
15 dicembre 2011
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